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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   La personalità morale. 129
   giustificazione che egli ne porge, lo escludono. Difatti risulta che qualche delitto egli lo commise con ferocia (assassinio di D'Agostino, ad esempio, e omicidio di Marte), che usò armi diverse per uccidere o ferire, che nella uccisione di Stefano Zoccoli uccise anche una mula della vittima, che le causali dei suoi delitti furono certamente molteplici, che tutti i suoi misfatti furono con lungo studio preparati. Rimorso vero, cioè senza restrizioni, dei suoi misfatti, Musolino a noi non l'ha mai mostrato. Pianse forse e fu estremamente generoso dopo il ferimento del Sinicropi, ma ' questi era suo parente ed era stato da lui ferito per sbaglio. Uguale atteggiamento, ad esempio, non prese Musolino dopo la strage della Sidari, che pur dichiarò di avere uccisa per errore. Nè pianse, nè menomamente si commosse (lo giudicammo dalla assenza di fenomeni fisici, vasomotorii, ecc.), nell'apostrofe enfatica, ma artificiale, rivolta al padre del carabiniere Pa-trovato durante il suo interrogatorio del 17 aprile.
   Fu in quell'interessantissimo interrogatorio che notammo come il Musolino, anzi, sorridesse quasi ogni volta che col suo racconto accennava alla caduta della vittima. Per esempio, la narrazione dell'omicidio di D'Agostino finiva così: « gli diedi un colpo di pugnale (gesto) e lo atterrai morto (sorriso) ». Si aggiunga a tutto ciò, che anche prima del processo di Reggio egli erasi mostrato violento e senza pietà.
   Ciò non di meno, non potremmo affermare che tacciano nel bandito tutti i sentimenti morali, come suole avverarsi in parecchi delinquenti meno di lui famosi e colpevoli. Egli, insomma, non è affatto quello che si dice un pazzo morale, un amorale. È certo intanto che egli ha dei principi morali teorici; ha la nozione del giusto. Disgraziatamente non è sempre facile discernere in un soggetto ciò che è dovuto all'idea morale teorica e ciò che spetta alla idea morale sentita. In
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