Stai consultando: 'Biografia di un bandito Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia', E. Morselli - S. De Sanctis

   

Pagina (144/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (144/447)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   128 GlUSErPE MUSOLINO^
   D. Vuoi molto bone a Ippolita? II. (una smorfia). Figuratevi, illustrissimo! D. Ma vuoi più bene al padre che alla sorella, non è vero? B. No; mai; voglio bene al padre, ma il padre è un sangue solo, mentre le sorelle sono di due sangui, del padre e della madre.
   r
   È degno peraltro di rilievo il fatto che Musolino concentri i suoi affetti domestici sui parenti di sesso femminile!
   Fuori della cerchia famigliale Musolino è affettivo? Noi crediamo di sì : non è improbabile, che egli senta l'amicizia anche al 'di fuori dei propri interessi immediati. Si è creduto che Musolino facesse parte di una associazione a delinquere (« picciotteria »), il che è ammesso anche da qualche biografo del bandito e da non pochi testimoni, e che coi compagni mostrasse quella disciplinata solidarietà, che è caratteristica dei criminali associati. Ma Musolino nega ogni associazione, ed obbiettivamente hon mostra tatuaggio nè gergo: egli racconta, in modo diverso che non sia detto in processo, il fatto delle percosse al Lazzari nel carcere di Reggio e l'omicidio di Marte; mentre ammette l'associazione e il complotto per l'evasione dalle carceri di Gerace. A giudicare in modo esclusivamente obbiettivo, a noi pare che Musolino porti nel suo contegno più le stigme del delinquente isolato che quelle dell'associato. In ogni modo, è accertato che alcuni dei suoi omicidi egli li commise trovandosi in compagnia di altri. Interrogato da noi su questi particolari, Musolino nega ogni intesa coi suoi coimputati , ed energicamente afferma di avere sempre agito da solo e per proprio conto. Su questo punto egli non ha mai cessato d'insistere energicamente durante il processo, allo scopo 'evidente di difendere i coimputati Perpiglia, Jati e Di Lorenzo, e di allontanar da ognuno la idea ch'egli avesse organizzata una banda brigantesca.
   Non si può dire che Musolino abbia - senso morale: i delitti commessi, le circostanze che li accompagnarono, la