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Biografia di un bandito
Giuseppe Musolino di fronte alla psichiatria ed alla sociologia
E. Morselli - S. De Sanctis
Fratelli Treves Editori Milano, 1902, pagine 424
La personalità morale. 127
Nella carriera criminale di Musolino non mancano esempi di alti pietosi e generosi, che valsero a creargli intorno un'au-rtjola di simpatia; per esempio, il perdono a Rocco Zoccoli, l'episodio col cugino Sinicropi ferito per isbaglio, il rifiuto di prestarsi col delitto a interessi privati altrui, la let-' fera scritta af Rocco Zoccoli per la restituzione della somma scomparsa dal cadavere di suo fratello, ecc.
Ma la sua affettività si rivela completa, anzi esagerata negli affetti parentali. Musolino ha un senso quasi barbarico della famiglia. Tutti i parenti egli ama, con tutti i consanguinei è solidale, anche col padre, quantunque abbia delle spiccate preferenze per la memoria della madre defunta e per la sorella Ippolita. Parla di sua madre, «bella e buona come un angelo», morta ancor giovane, con parole affettuose e colla fisonomia animata e composta a mesto sorriso. Ma che la sua affettività parentale sia esagerata, ci è rivelato chiaramente da varii fatti. Spontaneamente dice che quando morì sua madre, egli voleva avvelenarsi (imitazione di consimili determinazioni, verificatesi in altri della sua famiglia?); affermazione che, se anche non vera, non perderebbe il suo grande significato. Quando fu arrestato portava in dosso una ciocca di capelli appartenenti, al dire di Muso-lino, a sua zia Filastò, morta all'improvviso circa due anni fa, mentre egli era in latitanza. Non ci parve probabile il supposto che quei capelli ben grigi, appartenessero, come taluno suppose, ad una sua amante, certa Teresa delta la Greca, e' neppure alla Angela Perpiglia che fu la sua ganza (così dicono) per le macchie dell'Aspromonte.
Circa l'amore sviscerato, con predilezione quasi paterna, di Musolino per la sorella Ippolita, riferiamo alcune espressioni testuali: