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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Ottavo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1846, pagine 848

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a cura di Federico Adamoli

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   43o
   ANNALI
   passeggiava ; e mentrecbè nell'animo ben altro ravvolgesse , «he guerra, e guerrieri,
   I due, che tra i cespugli erari celati,
   Scopronsi a lui pomposamente armati
   e più oltre verso lui venendo , con brevi , ma vibrate parole la molle indegna vita rimproverando, un d' essi trasse fuori un lucente scudo, e levato il bianco velo , ond' era coperto, gliel presentò al sembiante, perchè in esso meglio , che nel cristallo d'Armida specchiandosi, si riconoscesse, e si vergognasse. Rinaldo sorpreso a sì nuovo incontro, si specchiò nel lucido acciaio, riconobbe il vergognoso suo stato ; e di sè medesimo altamente stupì , e arrossì. Profittando essi di questo ben giusto ros-sor di Rinaldo, e de'sentimenti, che gli si svegli* rono in petto , gli mostrarono , 1' unico scampo, e rimedio a'suoi mali esser la fuga,e lo animarono ad abbandonar pronto l'infida Maga. Conosce il Giovin prode ottimo il consiglio de' Compagni : a loro s' aggiunse , e con essi senza far motto animoso , e taciturno scese dal Monte. Ma che ! Non furono ancora al fin giunti della discesa, ed Armida uscì dal Palagio, nè più vedendo l'Amante, s'avvide dell' abbandono. Scese perciò precipitosa , e raggiungendola fece 1' atto di porre il piede nella Navicella : e , ben a tempo fu dalla condottiera Ninfa guidata al lido, gli si gettò a'piedi, e con prieghi , e con lagrime s' adoprò di piegar 1' animo , ed allacciar di nuovo il cuore del Cavaliere. Commovesi tutto il giovinile petto, e sta alquanto sopra di sè sospeso, e incerto ; ma risvegliando i generosi spiriti, le volge dispettoso le spalle, entra co' compagni nella Barchetta , e la saggia condottiera, lieta di tanto acquisto, dà pronta la spinta, e velocemente remigando
   Più ratta che non spiega Aquila i vanni
   invola dagli occhi , e da'sospiri d'Armida la bramata preda.