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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Ottavo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1846, pagine 848

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a cura di Federico Adamoli

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   43o
   ANNALI
   Niccolò Scarani , Valerio Boschi , Marchese Benedetto Ratta , Marchese Giuseppe Banzi , Marchese Gaetano Conti , Marchese Ugo Albergati , Anziani Consoli del quarto bitnestre dell' Anno suddetto , determinarono di rappresentare nel sopraddetto' festi vo giorno Armida abbandonata da Rinaldo , e nell'abbandono di lei la liberazione del prode Cavaliere da' suoi amorosi incanti : Favola , che abbiamo leggiadramente descritta da Torquato Taàso nella Gerusalemme Liberata ne'Canti j5, e ió ^ ma già assai prima adombrata da Omero neirOdissea nel racconto di Circe , che per un Anoo trattenne il grand'Ulisse ne'suoi incanti ; e parimenti ripetuta dall'Ariosto nel Canto 7 dell'Orlando Furioso, là dove favoleggia di Alcina abbandonata da Ruggero. E perchè sì celebre avvenimento con viva eleganza si rappresentasse , si vide la pubblica Piazza con Architettura , e magi&tral disposizione del valorosu Macchinista Signor Petronio Nanni ridotta in guisa,che dimostrava una veduta di scogli marini , ed un vasto serto di Mare da' medésimi1 quasi intorniato. Nella più alta parte di dòtti' Scogli , e dirimpetto al pubblico Palazzo innalzavasi P incantato Palazzo d' Armida , che nella magnificenza il verò Pafagio pubblico emulando, mostrava però di vincerlo nella deliziosa comparsa , che a lui facevano intorno e i verdeggianti Boschetti, e i fioriti Giardini , che sembravano con la loro amenità rocchio de' riguardanti dilettar còsi:, come gì' incantati Orti d' Armida lo sguardo allettavano, e il cuore dell' infelice Rinaldo. A sì magnifico , ed ameno soggiorno ascendevasi poi uU' irto colle interrotto però da due piani formati dà alcuni più larghi sottoposti scogli, l'uno supetior dell' altro. Il primo e più basso era posto all' ingresso del seno Marino, e mostrava asprezza, ed orrore, l'altro,che più verso 1* Edilizio s' innalzava, aveva qualche amenità e no'verdeggianti cespugli, e nella chiara fonte, che zampillava, e formava un artifizioao laghetto di cristallina acqua freschissima,