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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Ottavo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1846, pagine 848

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI E dal lato dell'aitar maggiore
   463
   BEHBDICTO XIV. PONT. MAX. BBLIGIONIS ADSXBTOBI ET VIHDICt BONAA. ART. PATRONO •APIKNTIA DOCTRIWA. «T OMN. VIRT. LAUDE ORNATISSIMO
   Ed ai lati, sotto due bassirilievi, rappresentanti la Chiesa bolognese e l'Istituto delle Scienze, leggevasi
   BEWEDICTU» XIV. PONT. MAX.
   BT ARCHIEP. BOtr.
   ADDITA LIB. ARTIB.
   MAX. SUBSIDIA
   La musica delle funerarie, era tutta di composizione dell' insigne Maestro Lorenzo Gibelli, e fu oltremodo dignitosa, solenne, melanconica. Monsignor Annibale Beccadelli, Arciprete della Metropolitana celebrò la gran messa : il Padre D. Gaetano Asti , Chierico Regolare Teatino, pronunziò l'orazione funebre, che fu dottissima eloquentis-siraa, e che rispose alla dignità del gran soggetto ed alla non fallace aspettazione degli ascoltanti. La quale Orazione fu poi per le stampe pubblicata, e diffusa per l'Italia. Il numero dei sagrifizi celebrati fu straordinario; il concorso d'ogn'ordine grandissimo. Alle ore a& si tenne adunanza di valorosi poeti nella stessa Chiesa, de' quali fu Principe il chiarissimo Signor Marchese Lucrezio Pepoli ; e fuvvi Orazione recitata dall' Avvocato Aodrea Sforza Guarini ; la quale funzione letteraria durò sino all' ora prima di notte , con frequenza di ascoltatori scelta e grandissima.
   Nel tempo appunto che mancò alla terra il gran Benedetto, trovavasi in Roma l'illustre bolognese