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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Ottavo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1846, pagine 848

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
   3o5
   'tanta Petronilla in Vaticano : miracolo di genio, d'arte e di scienza, che posteriormente non ebbe forse l'uguale nella gran città delle arti. Ritornato poi a Bologna, dipinse per Alessando Tanari (i6a3) quella stupenda Assunzione di Maria Vergine, che la più magica pittura del Guercino non aveva il piccol Reno , e che la noncuranza, ed altre basse passioni lasciarono uscire di Bologna , e portare sulla Newa imperiale, ad abbellire, per poche mi* gliaia di scudi (insulto al Barbieri!) l'eremitaggio di Nicolò delle Russie , sovrano straricco , fautore munifico delle arti.— Dopo tale opera prodigiosissima, vaghissima, ardita, vera, tutta vita, salì in tanta fama il Guercino, che gli piovevano le commissioni da mille parti, e larghe ricompense dai gareggianti allogatori di dipinti. Cento si riempì delle opere sue: non ne accenno che tre: l'Apparizione di Cristo risorto, alla Madre ; la Cattedra di san Pietro; Cristo morto! A Bologna poi, nella Galleria Sampieri , dipinse a fresco in una vòlta Ercole che soffoca Anteo; pittura sì dotta, di tale scorcio , di tanta grandiosità , di sì vago e vario colore, che io la direi il più bel fresco in tutta quanta la città nostra. Più innanzi negli anni e nell'arte, fece per la stessa Galleria l'Agar ripudiata, che per certo è un bel tipo di espressione, di vita, di colore, di verità. E in san Giovanni in Monte, quanta divota semplicità nel san Francesco d'Assisi! Ed alla Chiesa degli Scolopi in Pieve di Cento, quale miracolo di decoro celeste nella Vergine Annunziandal E il Padre Eterno; ed il san Bruno nella nostra Pinacoteca, oh le stupende cose di seconda maniera!—Così il san Filippo Neri nella Madonna di Galliera ; così il Beato Tolomei per san Michele in Bosco (rimasto conquista della Francia); così il san Tommaso d'Aquino in san Domenico di Bologna ; così il Muzio Scevola per un francese parolaio, che poi noi comprò; così moltissime altre tele vigorosissime porgono fede incontrastabile dell' insigne merito del nostro Contese