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ANNALI
fuori. Alla scuola di Benedetto Gennari il Vecchio imparò il disegno: ma prima, in età. d'otto anni, per solo ingegno naturale aveva dipinto una Madonna ed un Crocifisso sulle muraglie della casa da lui abitata. Del 1602 studiava col Gennari, del cinque a Bologna col Cremonini ; poco dopo era alla scuola di Lodovico Carraoci, del quale la caduta di san Paolo (famosa pittura!) l'aveva innamorato. Del 1612 era di nuovo a Cento, e dipingeva col Gennari, e faceva aperta la sua prima maniera lumeggiata e bizzarra. Ivi lavorò con alacrità , e per pochissimo prezzo , coprendo di affreschi varie case, e fra queste la Provenzali ora Verdi , e la Pannini-Chiarelli ora Diana, da lui adornata stupendamente nel 1616.— Dopo questo tempo lavorò indefesso ora a Bologna ed ora Cento, dov' ebbe possidenze ; e tenne nno stile carraccesco sì , ma più forte, e talora sui gusto del ferace e temerario Caravaggio. Nell'anno 1617 trovavasi a Bologna di nuovo, sotto il suo caro Lodovico, il quale ai 19 di Luglio scriveva a Don Ferrante Carli : II nostro Gian Francesco da Cento si porta eroicamente: gran disegnatore e coloritore, fa stupire tutti.— 11 Padre Mirandola della Congregazione Renana, fattosi da qualche tempo suo protettore, gli commise un esemplare per gli studiosi del disegno (1618 e 19) e gli procacciò molte opere a fare. E mentre a Ferrara ne conduceva una pel Cardinale Serra Legato, questi gli mise in petto una croce di brillanti, e lo creò cavaliere dell' aurata milizia. L'anno poi 1620 era in Bologna, e pennelleg-giava per la Chiesa di san Gregorio la famosa tela del san Guglielmo, che serbasi ora in Pinacoteca. E tosto in Cento figurò san Francesco svenuto al suono d'un Angelo, mentre san Benedetto, seduto in disparte , sta meditando le superne dottrine. Queste prime opere, che aveva condotte innanzi 1' età de' trent' anni, gli valsero tanta fama , che Gregorio XV. nel i6ai lo chiamò a Roma , dove fra le altre cose, dipinse la tela colossale della