BOLOGNESI
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sella Madonna di Galliera in Bologna ; testimonio l'Annunziata in san Bartolommeo ; il Battista col Redentore nella Pinacoteca; il san Giovanni nella Collegiata di Persiceto.— Ma se di lui si possono citare cinquanta dipinti sacri, se ne ponno annor verare tre volte tanti di profani ; e pitturette, e ritratti , e paesaggi, e marine, e favolose inven-sioni sensa numero. Lavorò esso fino all'estremo della vita (1660), fin oltre agli ottantadue anni; perchè di salute fu giocondissimo, sino all'ultima vecchiaia. E se liti non poche, e vessazioni d'un passo fratello noi crucciavano, forse più. oltre viveva , e meglio operava ohe non fece da ultimo. Conviene però osservare che mai non ebbe che una maniera : e che se parve meno artista che i suoi degni competitori , egli fu forse pel proposito di non tentare varii modi, come fa chi non è pago di sé medesimo, o chi non è certo di quanto opera,. In si lunga vita, e tanto eguale, e tanto operosa, ebbe l'Albani numerosa schiera di scolari. A Roma Claudio ed il Lanfranco ; a Bologna il Cignoni ed il Bibiena , sue prime glorie. Colà inoltre il Romanelli, il Castiglione, il Carpione ; qui lo Speranza, il Pianoro, il Bonini, il Catalani, il Cam• pana, il Ghelli, il Tarujffi, il Torri, il Menzani, un Dal Sole. De' minori si tace il nome : ohe i piccoli astri non porgon luce al firmamento cui stanno fissi.
Ed eccoci al Guercino! Costui forse fu più pittore per istinto e sentimento da natura, che molti altri de'più insigni: testimonio la produzione del vero, con tutti i suoi tipi e i suoi difetti talora. Cosi fu il Tiarini, senza scelta: così il Tintoretto, il Ribera, il Giordano spesse volte. E non erano oostoro artisti nati e non fatti?— Ma ritorniamo si Guercino. Egli fu Gian Francesco Barbieri da Cento: nacque nel 1691, e venne soprannomato il Guercino perchè spaventatosi in culla per improvviso scoppio, stralunò l'occhio destro verso ì' angolo lagrimale , nè mai più potè divergerlo in