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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
   5a3
   aiutarli a conseguire l'intento. Ma tosto del fatto vemie avvisato il Pontefice, il quale comandò al Legato che sotto gravi pene imponesse a Geronimo ed a qualunque altro suddito dello Stato Ecclesiastico, dimorante in Bologna, che non dovessero in veruna maniera intromettersi nelle cose de* fiorentini. E ciò avendo comandato il Legato, accadde che tutti quelli che già erano soldati per unirsi a Lo-renzetto, e che avevano già toccato denari, si ritirassero dal soldo, e restituissero ciò che avevano avuto. — Non movendosi adunque i bolognesi in sostegno di Lorenzetto e de'fiorentini repubblicani, i ministri di Alessandro, frai quali il più abile ed il più aspro era lo storico Guicciardini 3 avendo mestieri d'un principe che li proteggesse dall'odio de'repubblicani, elessero Cosimo de'Medici, giovine di dioiannove anni, discendente da Lorenzo fratello di Cosimo il vecchio, alla quarta generazione; e lui proclamarono Duca di Firenze ( 9 Gennaio ). Ei si credevano di volgere costui a loro senno: ma questo freddo simulatore, questo degno contemporaneo di Filippo II., si trasse presto dall' impaccio de'suoi adulatori e de'suoi cortigiani: poi condusse PioV. ad accordargli il titolo di Duca di Toscana (1569), il quale passò poi in altri sei della famiglia de'Medici, fino a Gian Gastone, che moriva nel 1737.
   Intanto il giovine Legato di Bologna ritornò a Roma, e menò seco il Vescovo di Rieti Vicelegato, sostituendo a questo Gregorio Magalotto Vescovo di Chiusi e Presidente della Romagna, il quale abbiam veduto muover guerra al vecchio Capitano Ramaz-zotto, cui precedette nel sepolcro: imperciocché in quest'anno di che parliamo, dopo una vicelegazione di pochi mesi, uscì di vita caduca (6 Decembre), e fu sepolto in san Petronio a spese della Camera di Bologna : ma dopo un anno le ossa di lui furono portate a Roma, e poste in un sepolcro nella Chiesa di santa Cecilia , con memoria che ricorda il prefato Magalotto. E il vescovato di Chiusi fu conferito al giovine Cardinale Guid'Ascanio Sforza. —