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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   ?9»
   ANNALI
   perle e gioie preziose, il quale aveva già indossata all'uscire del Petroniano tempio. Era egli compreso da vivace e contenuta gioia: nel portamento nobile e aggraziato della persona lasciava travedere un raggio della maestà che gli brillava sul volto, e per cui pareva ( dicono gli stori «ri ) che la vittoria fosse stabilmente ferma nel suo oimiero, e che riempisse il mondo della sua gloria. Nella anione del capo della Chiesa con quello dell' Impero s» ebbe (come osserva uno scrittore nostro) a considerare un fatto importantissimo, e cioè che Carlo era alla sinistra di Clemente, e che amendue cavalcavano sotto allo stesso baldacchino, il quale veniva sorretto, come trono portatile, da dodici nobili bolognesi di grado Senatorio e del numero de'Quaranta, in vestiario di costume; e che à sorreggerlo si mutavano a proporzionata distanza, non tanto per riposarsi quanto per aver l'onore di stare pari agli altri Senatori a cavallo, dr accosto ai due preclarissimi Sovrani. Al seguito de'quali era sa generoso destriero il Conte Enrico di Nassau, abbigliato ei pure pomposamente eon al colio il tosone d'oro; e sopra scelte cavalcature venivano dietro a lui l'Arcivescovo di Bari, il Vescovo di Canria o Corea portoghese, quelli di Palenza, d'Osma , d'Arras, di Civita; i Patriarchi d'Antiochia e di Aquileia, e tra essi Monsignor Guglielmo di Vanda-nasse, grand'Elemosiniere cesareo, eon altri Arcivescovi, Vescovi e Prelati di alto o minore grado e nome, in cappemagne, con cappelli pontificali, o in rocchetti e mantellette di color pavonazzo, in abiti pavonazzi, e con cappelli semi-pontificali, secondo richiedeva la dignità loro: tra quali innanzi a tutti figuravano grandemente per autorità e per ricchezza Monsignor Gabriello d'Agramon Tarbense, francese, e Monsignor Bernardo Clesis, Vescovo di Trento, tedesco , ed i Consiglieri primari e favoriti dell'Imperatore e del Pontefice, i quali furono tra gli altri Gabriele da Barletta e Girolamo Schio, Vescovo di Vasone, uomini estimati chiarissimi per