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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   stendardràfe della classe dè' mercanti, è -fomiato di seta celeste con in lettere d'oro il mòtto: Libertaf* Gli staffieri suoi vestivano no a divisa bianca e ros-» sa, colori, come dioemmo, distintivi dalla rappre-» sentanza bolognese. D* appresso si due descritti primari magistrati avamsavasi cavalcando.sn destriero, adornato similmente in ricca foggia, il Podestà di Bologna, Alfonso Sadoleto ( che per la terza volta veniva a questa dignità) colla sua toga bloccata d'oro: era all'intorno di Ini la guardia sua, composta degli alabardieri é degli staffieri suoi, convenientemente vestiti; ed egli stava m mezzo a due Rettori dello Studio pubblico , i quali erano pur* a cavallo, e cioè il Rettore degli studenti di Legge alla destra, ed a sinistra quello di Filosofia e Medicina ; ambidue coperti con rabbonì di velluto pavonazzo. Poscia, dietro a questi procedevano gli otto eccelsi Anziani, eoi loro cappotti foderati di' finissime pelli, sopra corsieri molto belli, e fornii* di gualdrappe ed altri ornamenti di non poco pregio. Dopo gli Anziani comparivano a cavallo, con ricche bardature, gualdrappe e fornimenti di assai valore , il Duca Alessandro de' Medici, in magnifiche vesti, portatore dello stendardo della Romana Chiesa ; Don Giovanni De Manrich , figliuolo del Conte di Languillara, coperto esso pure d'armatura finissima e di sopravveste in tela d' oro foderata d*argento, sosteneva lo stendardo , in cui dipinta era l'aquila imperiale; ed il Conte Giuliano Cesarmi , Barone di Roiqa e giovanetto d'animo nobilissimo , adornato veaevasi con molta magnificenza di vestiario , e per esso portavasi lo stendardo del popolo Romano. Dal Barone di Utrech fiammingo, Cameriere di Sna Maestà, parimenti con ricchezza vestito, veniva sostenuto lo stendardo bianco colla Croce rossa. L' uffizio d' alfieri ebbero i tre altri gentiluomini che seguono. Lo stendardo con l'arma gentilizia del Pontefice, o della famiglia Medici, il quale dovevasi portare dal Principe di Sanseverino, invece fu dato a sostenere al signor Lionetto Mazzara