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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
   359
   Repubbliche, secondo l'ordine, le precedenze e le prerogative loro; tra i quali figuravano specialmente quelli di Francia, d'Inghilterra, di Scozia» di Portogallo, d' Ungheria, di Boemia, di Polonia; quelli del Duca di Ferrara, dei Veneziani, dei Genovesi, dei Sanesi e dei Lucchesi. Ed ecco ancora altri Vescovi , Prelati, Duchi e quanti avevansi allora di più nobili per 1' Europa, tutti vestiti in varie fogge pompose, e con grande magnificenza ornati di panni o telette d'oro e d'argento, con berrette di velluto tempestate di puntali d'oro a smalto, e con altri ricchi adornamenti di preziose gemme, e splenden-tissime perle d'incalcolabile valore. Innanzi loro appariva Monsignor Adriano d'Asfordio Sire di Croy, Signore di Rodi, maggiordomo maggiore, che teneva, come i precedenti maggiordomi ed araldi, la sua mazza alzata e assai più grande delle altre» Presso a Ini subitamente figuravano trai primi, in quel nobilissimo corteo, i quattro Principi feudatari dello imperio, i quali or nomineremo ad uno ad uno nel descrìvere le particolari e ricche vestimenta loro.
   Per primo dei quattro l'illustrissimo Principe e Marchete di Monferrato, che vedemmo distintamente £gurare nell' altra coronazione, si appresentava con feste e cappa di un velluto color vermiglio e lunga sino-quasi a terra, colle maniche larghe, e con un soprapftosto manto di porpora regale} un bavaro rotondo o pelliccia di candido armellino colle code jgli* copriva gran parte delle spalle e del petto. Teneva in testa un berrettone dell'indicata roba, con iodeica candidissima ; il quale berretto era circondato delia corona di marchese ingegnosamente lavorata d'oro, arricchita di gioie , di perle d' altre pietre d'inestimabile valore. Egli portava ritto colla destra, mano lo soettro imperiale.
   Per secondo veniva il gloriosissimo Principe, Filippo Duca di Baviera, per valor militare e grandezza d'animo e di corpo mirabile, e nella dignità sua, di Conte Palatino del Reno , recava la palla d'oro rappresentante il mondo. Era egli vestito nella