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AMMALI
coronato Monarca, e questi intanto tenera il reale globo nella manca mano. Cosi strette le palme di ambidue, con aperte dimostrazioni di stima e di affezione, si videro trapassare la sala ripiena d'assai spettatori, oltre al seguito del descritto cortegf giò, e pervenuti ad un certo passo, dividendosi con atti benevoli ed ossequiosi, nelle stanze loro rientrarono.
In questo medesimo giorno veniva a Bologna Fran» eesco Maria di Montefeltro dalla Rovere, Duca di Urbino, Prefetto di Roma, e capitano di chiaro nome. Fu egli incontrato dal Maggiordomo e da altri nobili gentiluomini dell' Imperatore, del Papa e dei Cardinali, con grandissimo onore ; e fu egli provveduto di comodo*alloggiamento nel palazzo del Senatore Conte Lodovico Rossi. Recossi quel Duca ad inchinare l' Imperatore ed il Pontefice * da'quali per molte considerazioni, specialmente per esser egli generale eziandio de' veneziani , ricevè buona aeco* glienza. Era stato chiamato dallo stesso Pontefioe con irti Breve particolare, non tanto per intervenire di presenza alla solennità della imperiale coronazione , quanto per intrattenerlo sopra affari di Stato e per soddisfare ad un desiderio espresso da Cesare, che lo voleva eleggere suo capitano gene-tale in Italia. Accorse molta gente a vedere quella onorarissima entrata del Duca d'Urbino, la quale seguì oltremodo splendida. Aveva e^li a fianco la Duchessa sua moglie, Eleonora Ippolita Gonzaga, ed all' intorno e dietro lui un accompagnamento di scelti guerrieri : questi erano de' più vecchi e consumati nella milizia, mirabili noti per novità e pompa di ornamenti, ma perla celebrità dei nomi loro, per la bella mostra che facevano di sé, e per 'Veneranda canizie, insolita a vedersi fra soldati, sicché trassero a meraviglia quanti erano accorsi a riguardarli. In tal modo fu parimente lo stesso Duca ammirato qnal Principe degno di applauso, perciocché i favori fattigli1 da due Sovrani cosi eminenti, confermarono la fama e la grandezza del nome suo.