Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Sesto', Salvatore Muzzi

   

Pagina (346/671)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (346/671)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   398
   ANNALI
   preminenza e di stato. Furonvi bensì altri Signori italiani e forestieri quivi intervenuti,! quali parimenti vestivano con ogni sorta di magnificenza : siccome i Conti di Saldagna, di Altamira, di Fuen-tes, dell'Anguilla™, Don Alfonso Teles, Don Giovanni Pacheco, ed il Marchese di Villa-franca, il Commendatore maggiore, Francesco Covos , oh'era ad un tempo consigliere imperiale: il Marchese Ze-netto, gran Ciambellano primario di camera, e Cavaliere del vello d'oro, il signor De-Noir, grande soudiere. Eglino tutti stavano intorno a Cesare per servirlo, ed erano vestiti sontuosamente.
   Giunto appena Carlo V. all' ingresso della Cappella, fu ricevuto dal prenominato Cardinale, ohe
   10 condusse allo sgabello, per fa coita une adorasene al Santissimo Saoramento ; dopo di ohe ritornò
   11 Cardinale al faldistorio di prima, ed il Monarca fu condotto alla peT lui preparata sedia, situata in uno spazio tra l'altare ed il trono papale, standogli a lato i due anzidetti Cardinali. Intanto giunse ancora in Cappella il Cardinale Andrea della Valle, Vescovo di Malta e Cancelliere di Germania, ohe presentò un Breve pontifìcio in forma di Bolla plumbea al Cardinal inaugurante, con istanza della esecuzione di quello che in esso Breve si ordinava. Il maestro delle cerimònie lesse cjuel Breve ad alta voce cbe conteneva 1' approvazione della solenne cerimonia che doveasi pomposamente eseguire* Allora dal Cardinal celebrante si fece la solita ammonizione, istruendo il Monarca, ch'esser voleva incoronato con modestia e dignità, circa a quanto avei»e a fare pel bene del suo reame y e circa al serbare fedeltà alla santa Romana Chiesa ;