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ANNALI
dell' anno mille cinquecento diciannove ; e la dna coronazione solennizzata in Aquisgrana nel seguente anno il dì ventiquattro Febbraio per mano dell'Arcivescovo di Colonia alla presenza di Monsignor Pro-tonotario Marino Caracciolo, che allora Nunzio Apostolico risiedeva alla imperiale corte: il quale seb> bene non v' intervenisse in costume per non avere posto conveniente siccome voleva il suo grado , é soltanto v'assistesse stando in luogo distinto tra cospicui personaggi e addetti a quella corte ; nondimeno Sua Maestà Cesarea , che per una parte de* siderava alla domanda del Pontefice rispondere ih qualche guisa, e per altra parte non voleva più oltre protrarre la fissata coronazione di lui , giacché sarebbe stato mestieri aspettar 1' andata ed il ritorno de' corrieri per la Germania , per levar lé copie autentiche degl' istrumenti rogati per quelle celebraiissime funzioni; invece delle domandate prove offeriva (21 Febbraio) a testimonianza autorevole l'anzidetto Monsignor Caracciolo, Andrea da Borgo di Crema, Oratore del Re d' Ungheria, il Conte Filippo di Nassau cameriere impèriale maggiore, ed Alessandro Comalonga regio segretario. I quali testimoni esaminati giurando fecero fede della elezione ed incoronazione della Maestà Sua nei modi e termini eh'erano prescritti, sicché in via di regolare processo la legittimità e la certezza di quegli atti solenni risultava.
Carlo V. Re di Spagna, eletto Imperatore é Re de'Romani coronato, essendo in tal forma giuridi-oamegto riconosciuto, non mancò per tre giorni as-soggfl^rsi al digiuno, secondo che era ad esso di prescrizione religiosa ; e si piacque inoltre al cospetto del Santo Padre di mostrare la sua riverenza, e discolpare sé medesimo delle tacce dategli pei luttuosi passati avvenimenti , e per gì' innumerevoli danni ai quali fu soggetta la. misera Italia , e specialmente per l'orrendo sacco di Roma, ove la stessa venerabile persona del Sommo Pontefice ebbe tanto a soffrire : ancorché per tale discolpa avesse