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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   divenirne famigliare; ed ebbe da essi, e da questi ultimi specialmente, insigni privilegi ed il titolo di cavaliere. Credesi che i Pontefici Leone X. e Clemente VII. gli concedessero singolare patrocinio e lo tenessero in affezione, non tanto perchè uomo vano e bizzarro, che credevasi altissimo poeta, quanto per essere abile al maneggio di politici affari col molto credito suo delle ricchezze acqui*» state per guadagno di gioiellieria. A coltivare la poetica pretensione di lui concorse il medesimo Papa Clemente, che lo coronava poèta, e davagli facoltà di aggiungere al suo il cognome Mediceo, e di prendere in onorevole distintivo l'arma gentilizia di quella sì illustre famiglia. Il Casio godeva pur anche la benevolenza de' Marchesi Gonzaga ai Mantova, e di altri signori e letterati della età sua. Fu altresì amatore delle arti e degli artisti. Fu la casa del poeta Casio il convegno delle persone più distinte per gradi e condizioni, tra cui si reputava egli un personaggio di molta importanza ed aderenza. Egli vestiva riccamente, e secondo l'usanza de'suoi giorni portava per impresa nel berretto una medaglia formata di una grande agata , in che era stata scolpita la discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, figurata di mano del famoso maestro (intagliatore di giòie) Giovanni Bernardi da Castel Bolognese. — Intanto è cosa a sapersi come nella circostanza della coronazione il Bernardi si trovasse in Bologna, e come nella Corte papale godesse un uffizio di mazziere pontificio, a rimunerazione delle opere già per ordine di Clemente VII. fatte con tanta eccellenza nella sua arte. Il poeta Casio aveva colle stampe pubblicate vario opere, encomiando in esse illustri uomini, molti de'quali erano ancora viventi e tenuti in grande fama per iscienze, lettere ed arti belle; ed avevano pure soritte a lode del nominato Pontefice ed anche della virtuosa e celebre madonna Veronica Gambata.
   Erano già due anni che questa Veronica Gamba-ra, per solleoitadine de'suoi amici, aveva una casa