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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
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   privilegi a sé: e ventidue nazioni formavano la oltramontana o seconda, come può vedersi per le co* s ti tu aioni stampate. I buoni cittadini e i forestieri fecero grandemente plauso alla concessione di quella grande e meritata onorificenza: imperoochò con tale privilegio conferma vasi a Bologna il glorioso titolo di Madre degli studi ; onde ben a proposito fu detto essere speciale prerogativa di lei lo ammaestrare v mentre il governare ritenevasi fatto proprio dell'alma Roma.
   Gli ambasciatori eletti dalla Signoria di Firenze, per inviarsi a Bologna, furono Luigi Soderini ed Andreolo Nicolini insieme al giovine Roberto Bonsi, cbe con legge nuovamente fatta il dì 6 Gennaro, era loro dato in qualità di sotto ambasciatore. Nel giorno 16 vennero essi verso questa città per umiliarsi al Pontefice nella speranza di tenere con lui parole d'accordo; ma eglino, essendo in difetto dei richiesti poteri, invece di esporre accettabili condizioni , avanzarono pretensioni tali che non si sarebbero concedute quando avessero assediate con nu<-merose genti d'arme le mura di Roma, e quando no 1 ' ' 'oro stretta d'assedio.
   di attendere alle proposte del Papa qualora fossero da lui chiamati, e mostrassero soltanto venirnè richiesti dietro avvisò di Monsignor Ridolfo Pio da Carpi,Vescovo di Faenza, il quale teneva qualche pratica co' principali fiorentini d' intelligenza con Mal atesta Baglioni, che vociferavasi propenso a uh progettato accomodamento. Quegli ambasciatori Si posero in cammino il giorno predetto, altri dicono tre giorni prima della presentazione ioro in Bologna. Con essi vennero per via e come compagni di amicizia alcuni giovani concittadini, de' quali ohi giva fuori di patria per attendere ad interessi particolari , chi moveva verso la città nostra per vedere dell' Imperatore la designata coronazione, coprendo voce ohe ben presto avevasi a celebrare. Tra i giovani fiorentini era quel Benedetto Varchi, Che
   partendo, ebbero avviso