*94
ANNALI
Cardinal Gattinara, e presentando i singoli mandati loro, diffinirono con buon esito le trattative sino allora praticate, e sottoscrissero concordemente i capitoli d'una confederazione o lega perpetua, fermando pace generale ; laonde ciascuno ebbe a sperare vantaggiosi miglioramenti, condizioni più fauste, e specialmente sicurezza e tranquillità all' Italia. — Ma di questa pace non potè godere Firenze bloccata dagli eserciti Imperiali e Pontifici ; anzi sentiva fortemente i danni infiniti che seco necessariamente tragge una guerra esterna , con interne turbolenze. Furono dunque esclusi dal comune accordo i fiorentini ; perciocché erano persistenti a non sottomettersi alla volontà del Papa : si lasciò quindi luogo d'entrare in quella lega al Duca di Ferrara, qualora col Pontefice e coli'Imperatore le pendenti differenze avesse accordate.
Il Granvela fu più volte inteso a dire che il trattato di Bologna era un capo d' opera di politica ; e di quella negoziazione ben riuscita diede tutto il vanto al Gattinara, il quale seppe non solo bilanciare il destino d'Europa, i diritti sovrani, e gl'interessi politici de'maggiori regnanti del mondo; ma eziandio fece apparire l'Imperator Carlo un principe di tanta potenza e di tanta autorità cbe si tenea arbitro e disponitore assoluto di tutti gli Stati italiani. Sottoscritti e confermati i capitoli il Papa mandò la medesima sera un suo gentiluomo a portarne copia al Cardinale Lorenzo Pucci, che alloggiava al Convento de' RR. PP. Predicatori ; il quale , alla vista del novello trattato di pace alzando le mani al cielo prorruppe: Potremo veramente in questa notte cantare con gli Angioli: Gloria in ex-celsis Deo, et in terra pax hominibus bonae vo-luntatìs.
La notte precedente al festivo nascimento del Redentore fu pure solennizzata nella cappella papale; e perciò alle cinque ore Sua Santità e la Maestà Sua vi si recarono col seguito delle Corti loro per cantarvi il mattutino, e stare presenti alla messa