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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI4
   altri Consiglieri o Cortigiani , che si dichiararono favorevoli alla causa del Duca Sforza , o inclinati alla pace universale.— Avendo stabilito così questo Duca le convenzioni, e segnati i capitoli nella forinola e del tenore che si legge negli storici italiani , mandò subitamente a Governatore dello Stato di Milano Alessandro di Giovanni II. Bentivoglio , perchè di quello prendesse a nome suo possedimento; ed, eletti il Presidente di governo ed il Capitano di Giustizia con altri Magistrati, secondo l'antica usanza della città , esortasse i cittadini a sostenere ancora per breve spaziò di tempo le gravezze imposte loro per gli incessanti bisogni delle passate guerre, e nella presente necessità in cui il Duca lor Signore, dovea quanto prima pagare all'Imperatore il convenuto nei Capitoli d' infeudazione di quello Stato, affine di liberare il Castello di Milano e la città di Como dal presidio degli Spagnuoli.
   Spedita con tanta felicità la causa del Duca Sforza si venne a conchiusione d'accordo tra l'Imperatore Carlo, il Sommo Pontefice e la Repubblica veneta. Andrea Doria s'era dapprincipio esibito d'interporsi mediatore all' aggiustamento degl' interessi loro ; e Papa Clemente n' avea precedentemente tenuta parola di proposito col Cardinale Cornaro, nella speranza che 1' Augusto Cesare fosse , come si diceva, disposto ad onorevole pace, per ottenere pienamente la quale si adoprò moltissimo il celebre Gaspare Contarmi che accompagnava Clemente VII. in qualità di Oratore della sua Repubblica. Il nobilissimo Contarini si abboccò molte fiate coi principali ministri dell'Imperatore, infra i quali era il predetto Cardinale Gattinara , che la somma delle cose reggeva , assistito dal Granvela e da altri Consiglieri Cesarei segreti, e dai più eminenti personaggi che figurarono nel ministero imperiale. Imperocché sebbene Carlo V. fosse da sè capace di vegliare e risolvere gl'interessi dello Stato, e secondo il costume de'suoi pari ascoltasse cortesemente le dimande in udienze private e ne desse pure analoghe risposte;