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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   afta
   ANNALI
   Salasao pontificio a cavallo o col seguito suo a piedi, ove appena giunto impetrò udienza da Cesare: alla
   carsi dell' imputata ribellione. Egli era stato dal Marchese di Pescara, Ferdinando d'Avalos, accusato di attivare un secreto maneggio col gran Cancelliere Morone e oon altri Principi italiani, per cacciare gli Spagnuoli dall' Italia, e spogliare Carlo V. del reame di Napoli.
   Per opinione di quasi tutti gli storici contemporanei , pare lo Sforza non avesse parte diretta ad una azione immaginata e condotta dal prenominato Morone suo primo ministro: anzi si pretènde ohe il Marchese di Pescara con Antonio de Leyva per loro
   5articolari fini s' accordassero di togliere il Ducato i Milano allo Sforza , e gli attribuissero à colpa quello ohe erasi macchinato dal solo gran Cancelliere. Non v'ha dubbio che quanto fu valoroso, esimio é gran capitano il Pescara stesso, altrettanto si diede a oonosoere altèro, invidioso e maligno; e benché nato in Italia nimicissimo mostrava» del nome italiano. Checchessia sulla verità delle acouse portate contro il Duca Sforza, oerto è ch'egli avea dei polenti nemici, i quali avvicinando la persona dell' Imperatore furono contrari non solo agi* interessi di lui, ma s' adoperarono con ogni mezzo perchè non gli accordasse la restituzione del Ducato milanese. Il generale Antonio de Leyva di questo numero potevasi dire primo: similmente Galeazzo Biraghi, inviato ambasciatore straordinario dalla città di Milano, parlando un giorno di questa materia allo stesso Imperatore, supplicò coraggiosamente di fare un atto degno della Maestà Sua , oioè che rendesse indipendente una cosi nobile città ed una tra le principali d'Italia. Questa brama èra non solo nel predetto Oratore milanese, quand'anche un progetto favorito de* politici italiani di quella età; e l'eseguirlo fu l'oggetto massimo dell'ambizione loro.