ANNALI
stabilendo durevole pace. Gli ambasciatori di molti Stati e Principi aspettarono che dai due Monarchi si pronunziasse l'accomodamento degli interessi loro : da alcuni temevasi ohe l'Augusto Carlo trarrebbe il massimo partito dalla superiorità acquistata in Italia: altri speravano nella sua moderazione ed equità. Ottennero i più quanto meno potevano aspettarsi. Nell'entrare pubblicamente in questà città egli aveva dimostrato come potè vasi combinare la maestà imperiale coli' umiltà di un figliuolo ubbidiente della Chiesa : e trovandosi nella situazione di dar leggi a molti potentati, si contentò di porre freno alle turbolenze, che da lunghi anni desolavano le italiane oontrade.
Nei quotidiani e stretti colloqui eh' ebbe l'Imperatore col Pontefice si espongono dagli storici le proposte deliberazioni per fissare la futura sorte dei Ducati di Milano e di Ferrara, e del nuovo governo da stabilirsi in Firenze. Il Pontefice faceva premure all' Imperatore perchè si pacificasse colla Repubblica veneta, e ricevesse in grazia lo sventurato Duca Francesco Maria Sforza, restituendogli la signoria milanese ; e ciò chiedeva in nome proprio ed a vantaggio di tutta Italia. S' adoperò tanto il Papa in favore di quel Duca, ohe ottenne da Cesare un sal-vo-condotto, affinchè potesse quivi comparire liberamente a difendersi dalle false accuse che aveangli portato contro i suoi calunniatori. Intanto che un corriero espresso recava al Duca medesimo 1' avviso di così buona ventura, nel giorno quindioi del predetto Novembre, il grand'Ammiraglio Andrea Doria si ritornò a Genova per ricuperare con la sua armata navale sette galere di Sua Maestà ch'erano state predate dai Turchi.
Il diciannovesimo giorno del detto mese, anniversario per celebrare la fausta elezione al Pontificato di Clemente VII., fu tenuta solenne cappella nel palazzo , e fu cantata la messa dal Cardinale Marino Grimani, assistendovi Sua Santità e l'Imperatore Carlo, i Cardinali, la Prelatura ed i Magistrati bolognesi.