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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Sesto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 667

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a cura di Federico Adamoli

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   a78 • ANNALI
   eseguite nel territorio fiorentino per quella guerra,, affine di prendere la capitale, che si sosteneva valorosamente, essendo fermo e forte il nuovo governo popolare di non voler cedere, e neppur trattare veruna condizione d'accomodamento; ma di opporsi Con ostinata ed incredibile difesa, nella quale si diede opera alle fortificazioni di Firenze, essendo fatto Commissario generale quell' ingegno sublimo di Michelangelo Bonairoti, onore speciale delle arti, e nome glorioso italiano.
   L'altro capitano umiliò istanze al predetti due Sovrani per isposare la ricchissima Isabella di Vespasiano Colonna, figliuola della celebre Giulia Gon* zaga. Egli riportonne subito il consentimento di Carlo V. e fecesi a trattarne col Pontefice e col Cardinale Giovanni Salviati. La nuova di questo maneggio giunte presto alle orecchie di Luigi Gonzaga, appellato il Rodomonte, che commise subitamente di accorrere al riparo a Gian Francesco Gonzaga , soprannominato il Cagnino, acciocché togliesse la concepita speranza di quel pretendente. Dal Cagni-nò, ben istrutto del modo di procedere in tale vertenza , furono presentati documenti autentici che comprovarono già contratti gli sponsali tra Luigi ed Isabella, e ciò non senza sorpresa di coloro che di Ferrante le pretensioni favorivano. Questi protestò nulle le addotte prove, e chiese fossero giudici della sua causa i Dottori ed il Papa. Scrisse a favore di lui una studiata allegazione il riputato Giureconsulto Burgondio Leoli, affine di provare la nullità decontratti sponsali; ma Cagnino cercò di ammorzare tanto fuoco con prudenza e dolcezza; C seppe in tal modo guadagnare 1' animo del reverendissimo Salviati e di altri, che si dichiararono favorevoli alle fondate ragioni di Luigi. Allora recatosi questi pure in Bologna, fuvvi onorevolmente accolto dal Pontefice, memore d'essere stato per la fede sua condotto in salvo a Montefiascone, quando fuggiva da Castel sant'Angelo e riparava ad Orvieto. Luigi impaziente, era determinato di passare subito