BOLOGNESI *47
in Italia (all'appoggio degli storici) è da riferirsi come i Signori e Magnati della corte di lui assai difficoltà gli posero dinanzi ; ed a lui stesso più volte cercarono persuadere di cessare i dispendi e
f;l' impegni per la esecuzione del suo progetto. Ma ' Imperatore risolutissimo di eseguirlo nel modo divisato, la mattina del primo giorno d'Agosto finse montare per diporto nella capitana del famosissimo ammiraglio Andrea Doria , Pincipe di Melfi ( come abbiamo già tocco ), e neh apparenza di voler percorrere la placida marina: ma posciachè fu alquanto discosto dal lido, egli diresse per un suo famigliare l'ordine istantaneo ed immutabile, che i Grandi, i Baroni e i Capitani del seguito, co'soldati soelti al progettato accompagnamento, dovessero ben presto imbarcarsi in legni già preparati. Avvisano gli storici cbe uno de'principali motivi dell'Augusto Carlo di Venire in Italia, era ( per quanto egli poi dimostrò) di rimettere dappertutto la pace. Minore nondimeno non fu quello di ricevere da Papa Clemente le oorone ferree ed imperiale : il che non seguì in Milano o in Monza, né in Roma, come sempre si «xsò nei secoli addietro, ma in Bologna. L'Imperatore intanto sbarcò felicemente a Genova (ia Agosto) insieme al suo corteggio, che era disposto in vent'otto galere, settanta barche, ed altre navi con le milizie a piedi ed a cavallo, nn buon numero delle quali sbarcando a Savona s' avviarono nella Lombardia, dove altre soldatesche capitanate dai suoi generali stavano raccolte.
Giunto egli in Genova, questi ne avvisarono sollecitamente il Papa, a cui mandò una lettera di propria mano lo stesso Cesare, nella quale gli aperse l'intenzione sua di passare tra non molto a Piacenza e cioè nei primi giorni di Settembre. Colà furongli parimenti incontro i tre Legati del Papa, aociocohò (entrando nelle terre della Chiesa) pigliassero da lui giuramento di non usare mai violenza a danno degli Stati ecclesiastici. In quella città si tenne discorso del luogo adatto, acciocché il Pontefioe e