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Non ìscriviam mólto a lungo, perchè il presentatore di questa, che sarà Nicolò Alamanni nosti-o fedel segretario, soggiungerà a bocca quanto gli abbiamo commesso. Che Dio 'sia guardia di voi.
Scritto in Blóis il x6 Aprile .i49&«
Luigi per la Diograzia Re di Francia.
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Forse quel tanto che l'Alamanni soggiunse a bocca si sarà aggirato intorno alla vicirìa Spedizione, e allo stornare Giovanni dall'antico suo alleato e farlo voto a Francia? com'era riuscito a convertire in èuó prò i Borgia, i Veneti e i Duchi ancora di Savoia. Ma Giovanni non volle rompere i nodi che allo Sforza teneanlo avvinto; e quando questi ràcòolsé numerosa oste e 1' affidò a Giangaleazzò Sanseverinò per far fronte all'esercito transalpino, ohe guidato dal Trivulzio, dai Signori di Lignì e d'AubigiiWo minacciava, il Bentivoglio gli recò soccorso di òin-quecento cavalieri condotti da Alessandro, ai quali si aggiunse un'altra ceuturia di Annibale. E ben di socoorso avea mestieri lo Sforza, imperciocché l'esercito transalpino che minacciava il Moro era di milleseicento lance Ossian novemila e seicento cavalli , cui si aggiupgevqno cinquemila Svizzeri , quattromila Guasconi e quattromila venturieri francesi. Poderosissimo esercito!
E qui ne occorre il dire d' un gran fatto accaduto in Firenze nel tempo stésso' che1 in Aniboia bioriva Carlo Vili.1—Quando Firenze'ebbe'cacciati 5 Medioi, la repubblica si trovò in balia di tre parti. La prima di entusiasti, cui sta va, a eapa Girolamo Savonarola ; e perchè lagnavàsi del- mal governò della cosa pubblica, Venne ehftitfiata de^piagnonìì la seconda era di quelli che coi Medici èbblero asj saggiato il potere, e che agognavano autorità ed i vantaggi'della signoria, e qUestft si diise degtiar^ rabbiati: la terza dice vasi dt' bigi /cioè1 Idè' paUèscfà fedeli ai Medici > ma che non osando manifestarsi»