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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Quinto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1844, pagine 607

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI *o3
   mb vi mento, richiesero il Bentivoglio loro stipendiato , che iuvadesse il territorio di Firenze, oui i Sanesi ed i Pisani avrebbero ad un tempo assalta-* to; promettendogli che se a lui venisse fatto di oo* cu pare Pistoia glie ne avrebbero mantenuta la possessione. Ma il Bentivoglio, scaltramente mostrandosi pronto'all'impresa, già forse deliberato avea di non tentarla.(Era .possente e vicina quella repubblica contro cui volevano eh'ei rivolgesse le armi; era protetta da un Re che poteva ad ogn' istante ritornar minaccioso. E già il Senato bolognese avea ricevuto lettere di Carlo VIII. che lo pregavano a non romper guerra coi fiorentini e a non ricettarne i ribelli ; ed eccone il tenore :
   Ai nostri carissimi e grandi amici, i Signori del
   Consiglio e della Comunità di Bologna.
   „ Carlo per la grazia di Dio Re di Francia, di Sir cilia e di Gerusalemme.—Carissimi e grandi amici. Imperciocché teniamo e riputiamo quelli della Signoria e della Comunità di Fiorenza per nostri buoni amici, confederati ed alleati, e ne siano protettori ; e perchè vogliamo ed intendiamo per fatto nostro di mantenerli, conservarli e guardarli nel lor go* verno e nello stato come sono di presente : Noi vi preghiamo intanto che per tali voi li vogliate ter nere e reputare; senza muover loro alcuna guerra o molestia ; non accogliendone i ribelli ed i barn-diti nella città vostra; nè dando soccorso, conforto , od aiuto menomo a quelli che volesser nuocere ai fiorentini. Se così farete, ci darete il più. gran piacere, .onde a tempo e luogo terrem memoria; e facendo il contrario, potete ben credere che noi sosterremo e difenderemo i detti fiorentini come loro siam tenuti pel detto trattato. Carissimi ed amicissimi nostri, Dio v' abbia in guardia. „ Di Lione il 22 di Gennaio 1496.
   Carlo.
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