BOLOGNESI
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Il Senato bolognese scrìsse ringrazi amen ti alla Re-» pubblica di Venezia d'avere preso al suo stipendio Giovanni Bentivoglio ; e il Doge in quella circostanza rispose la seguente lettera:
Ai Magnifici e Potenti Signori Anziani, Consoti e Vessillifero di Giustizia del popolo e del Comune di Bologna.
AMICI CARISSIMI.
„ Agostino B^rbarlgo, per la grazia di Dio Dogè dei Veneziani ec. — Ai Magnifici e potenti signori Anziani, Consoli e Vessillifero di Giustizia del Comune e del popolo di Bologna. — Amici carissimi, salute ed affetto di sincera dilezione. Ogni cosa che nella condotta del Magnifico Giovanni Bentivoglio, per consiglio, per cura ed opera nostra fu a lui usata di comodo e di onore, stimerete che tanto sia stato fatto con doppia misura; e questo per precipue ragioni, o prestantissimi Signori: perchè la persona di lui amammo in ogni tempo di non volgare benevolenza ; e per amore e per affetto d' animo verso la Repubblica vostra, a noi congiunta da lungo tempo in singolare amistà ; pel cui vantaggio ne piace assai di aver fatta cosa grata : onde non era d' uopo, che per questo motivo le Magnificenze vostre ringraziassero Noi colle loro lettere ; le quali pertanto leggemmo di buon grado , come debbesi di giusto obbligo le cose di amici e benevoli: ai quali desideriamo così giocondi eventi e lieti che nulla di meglio possan giammai desiderare.
Dato dal nostro Ducal Palazzo il giorno secondo di Maggio, nell'Indizione xim. anno mcgcclxxxxvi.
Aveva già il Pontefice a questo tempo esortato Gi<*» vanni Bentivoglio che d'ogni suo potere si valesse1 a ritornare Pietro de' Medici in Firenze ; la quale cosa Annal. Boi. T. V. 3o
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