BOLOGNESI
aHootanarsi per sedare una'sommossa in'Napoli vi} tradimento o la viltà diedero Capua in mano ai francesi ; è dovette anch'egli far vela .alla volta di Ischia (ai Febbraio). Tutti i Baroni vassalli di Lui, e tette le città di provincia spedirono deputazioni a Carlo: e senaa che pure una battaglia fosse data, tutto il Regno di Napoli «fu domo. Motivo di grand» orgoglio per Carlo; esempio;per altri, che Italia paurosa e divisa .poteva conquistassi senza molto pericolo. ' ! , .
Ma non sèmpre » fortunati cantano le glorie; sempre piangono i più umili: chi è più, ili alto della ruota spesso piomba nél fondo, e.chi nel basso vi «stava passa grado grado alla! cima. Così tfu di Carlo « delle genti italiane io quest'anni.— Le poteote> della! parte settentrionale della Penisola non videro ' senza sospetto la grande e ràpida con* quista del mòsàrea francese.:, de genti .di lui moh vevatìo a 'Sdejgnò e grandi e popoli ad un tempo* colle lorò offese e colla loro arroganza: si davano a farla da padroni in tutta la.Penisola; e il Duca d'Orleans lasciato in Asti daCfarlo* metteva già in mezzo pretensioni pel Ducato di Milano, come' erede di 'Valentina Visconti sua àiòlà. Lodovico Sforza peroiò né tremava; e ben gli stette : eh' egli fa primo; peri sfrenata ambizione, a chiamar lo stra-r aiero sull' Italia media e sull' inferiore ; e doveva bene antivedere che riuscendo Carlo nel conquisto» ad esse parti soltanto non si starebbe pago. —** In tanta angustia adunque cercò Lodovico. il Mord di far lega col Pontefice, con Venezia, col Re di Spagna, coli'Imperator Massimiliano, a mantenere lo stato antico d'Italia: e intanto, avute milizie dalla città di san Marco , accozzavano un gagliardo^ eser^ citoconferendone il comando al Marchese GianT francesoo di Mantova. > >
Lodovico èra già stato incoronato Duca di Mila* no; nel qual tempo i Bolognesi mand&rono a lui due ambasciatori, e Giovanni spedì il figlio Annibale e in questa circostanza il Moro fece dono n-Annal. Boi. T, V.