Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Quinto', Salvatore Muzzi

   

Pagina (98/606)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (98/606)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Quinto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1844, pagine 607

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   98
   ANNA li!
   Raimondi, Rustigani, Scannabecchi, Sol i mani, Ti -baldi, Dal Vado e Zecchi.
   Data opera alla fabbrica ai distrussero ^ e compresero nel suo recinto in varie epoche, le Chiese di sant'Apollinare, di santa Giusta, di santa Maria delle Carceri, di santa Maria delle Scale, di san Silvestro e di santa Tecla dei Lambertaz».' • i. È ignoto in qual ; modo progredisse laj fabbrica» eione di questo Palazzo: solamente >ev vi memoria ohe del iaa6 entro una cappella-dei medesimo, vèn-» «ero celebrati per la prima voltaci-diVini uffici: e che nel I&4-5 yì ** diede tale ampiiaziorreda -poter servire di residenza ai Magistrati.
   Varii documenti^ storici e molti funesti fiatiti pur* troppo rammentano ancora come Italia «in fazioni divisa ebbe a sostenere oon suo danno pertinacissi* me guerre. Ben nota è quella che per fattò dei Guelfi e dei Ghibellini^ e per le rivalità di''dominio avvenne tra le genti di Bologna e quei di Modena^ allorquando queste due città confinanti > e nemiche * chiamarono in campo a soocorso loro nuutereso se* guito di Collegati. Chiara è la vittoria chevripoata* rono i Bolognesi sopra i Modenesi, quando nel ia49 in «un fatto d*ahne rimase prigioniero: deh < alcuni de'suoi seguaci io svevo Arrigo o Enrico-Re» di Sar«-degwa, ^volgarmente ©hiemaso il Re Enzo ; che nel palazzo ' di - ohe parliamo « ebbe scansia - conveniènte all' origine sua nòbilissima, dove rimasedistenuto fìno al i2,72,'nel qual tjempo di naturale'malattia vi 'morì. { - <» ' i
   In qual parte del Palazzo avesse' dimora non è facile assicurare. Si sa d? certo soltanto che nel ^raSò per ingrandire il Palazzo del Comune fu distrutta la Ohtesa di sant'Apollinare o coisà distrutto furóno le altre in quel recinto: che del ia53 avendo statina in questo Palazzo gli Anziani e ì'Cottegli, e servendo pei còngrègàrsi,del Sanato, >si voile 'dire* a residenza del Podestà : onde Subì to' poi prese il «rome di P&. lazzo del \Podestàtl* còsi frope aifebè' at présente da mcrltissiM è nojfcibato, ' . < >• '