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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Quinto
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1844, pagine 607

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a cura di Federico Adamoli

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   120
   ANNALI
   ANNO DI CRISTO 1480*
   Il Re di Napoli non si teneva più fedele al Pontefice Sisto IV.; il Monarca Francese reiterava istanze per comporre ogni controversia tra i Fiorentini ed il Papa ; gli Ottomani colle loro conquiste mettevano timore; la Signoria dell'Arno si umiliava dinanzi al s^gjio di Pietro, ed implorava perdono : cose tutte che in animo bennato potevan molto; laonde Sisto Pontefice pienamente assolse i Fiorentini , e levò l'interdetto, e concesse pace e tranquillità non ad una, ma a tutte le Provincie d'Italia. — E mfentre questo avveniva tra il Papa ed i Fiorentini, eoi leg a vasi egli pur anche colla Signoria di Venezia: di che il governo di Bologna faceva fèsta lietissima, entrando pur esso nel trattato della pace.
   Ed ecco il Bentivoglio, che d'ora innanzi ebbe il titolo di Signore pei regalati dominii, cercar l'amore del popolo con novelli spettacoli. Giostre, palii, corse di cavalli si conoscevano: dunque alcuna cosa di nuovo per Bologna ; alcun trattenimento pubblico non ancora conosciuto. E Giovanni, che nel paese de' Medici ebbe veduto il giuoco detto allora del calcio, e che in oggi direbbesi del pallone, volle introdurlo per la prima volta in Bologna, e darne pubblico spettacolo. Il perchè fece arena la piazza maggiore, dove concorsero le migliaia del popolo ; ed ivi entrarono in lizza due schiere di giocatori , l'una presieduta da esso Giovanni, l'altra da Nicolò Rangoni, capo condottiero dei Bolognesi , e fidanzato di Bianca Bentivoglio. La schiera del primo , composta di venticinque uomini, era vestita in color verde; quella del secondo, era pure di venticinque campioni , e vestiva in rosso. lì cuoio grave e rotondo, ove soffio di vento è prigione, venne recato ad un giocatore, che armato il braccio di cesto