BOLOGNESI
Frattanto il Priore ed i Generali del Collegio dei Dottori, degli Avvocati, e dei Giudici della Città, supplicarono al Senato perchè certi mali uomini ebbero ingenerati sospetti intorno alle loro congregazioni. E disfatto già da sei mesi, ad ogni prima domenica si congregava il lor Collegio nella Cattedrale di san Pietro, e precisamente alla Sagrestia, per ordinare le cose appartenenti ai Dottori e ridondanti al buon governo della Città, ed al comodo di tutte le persone del Comune. E fra le altre ordinazioni una ve n'era che questi Dottori dovessero fare offerte in certi giorni festivi a certe Chiese destinate; e specialmente nei giorni sacri ai Dottori del cristianesimo, nelle Chiese lor dedicate. Temendo adunque che il congregarsi di tali Dottori potesse recar danno all'interesse dello stato , essi medesimi ne fecero lagnanze al Consiglio, pregando di potere liberamente congregarsi per le proprie bisogne, e non per altro: ed ottennero ciò che desideravano; di poter cioè radunarsi nel detto luogo, o dove più loro piacesse, disponendo e facendo ciò che meglio piacesse loro, purché noo pensassero ad altra che ai loro interessi*
E mentre che queste cose si facevano per pace e quiete della Città, nacquero nuovi tumulti, perchè i Maltraversi ebbero dispetto di veder cacciato Ugolino Scappi, e giurarono di voler abbattere l'avversa fazione, e nominare i Correttori de'Notai a proprio talento. Ma degli andamenti loro avvedutosi Francesco Ramponi con altri nobili degli Scacchesi, cominciarono a trattar fra di loro per abbattere il folle ardire dei Maltraversi, perchè non fermassero piede nel dominio di Bologna. E così fu stretta una lega fra gli Scacchesi, cui presero parte sedici delle più illustri famiglie di Bologna. E costoro venuti di notte alla piazza, ne presero possessione , e fecero tumulto, e gridarono morte ai Maltraversi. E Francesco Ramponi, e Carlo Zam-beccari con minacce fecero intendere agli Anziani che quanto prima dovessero uscir del palazzo ;
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