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annali
sì rinvennero, i quali danno fede delle belle opere per guidar acque in Bologna dalla parte superiore , e procacciarle quello scolo sotterraneo che poi per altri mezzi le si venne a tratto a tratto procurando.
In quest'anno (... Aprile) Pino Ordelaffi Signore di Forlì venne in Bologna, ed ebbe liete accoglienze dal Senato: parlò e trattò d'alcuni affari, e forse della possessione di Bertinoro, che restituì poi tosto alla Chiesa ; indi se ne partì. Ed il Faentino Signore Astorgio od Astorre Manfredi comperò quel palazzo che fu già de'Pepoli, poi del Collegio Gregoriano ; dandone invece uno che era stato della famiglia Conoscessi. E in quello che acquistò dal Pontefice, pose suoi stemmi sopra la porta, i quali rappresentavano camelli colla testa da liocorno, e le zampe deretane nel fuoco ; e sotto y' erano due motti che misero in grave sospetto i Bolognesi interpretando forse male la dottrina di colui che gli ebbe dettati.
E questo fu anno funestissimo per influenze atmosferiche. Pestilenza acerba percosse i bestiami domestici, e specialmente i buoi, che alla campagna in gran copia morivano. Ed in Città fu epidemia di vaiuoli ne'fanciulli e negli uomini; per la qual cosa non pochi morirono di questa pestilenza. Poi, successero gravi terremoti, e particolarmente di notte, i quali posero la gente in molta angustia. A ciò si aggiunse (18 Luglio) che imperversarono venti così impetuosi per tutta la provincia, che schiantavano persino le annose quercie e le più antiche noci ; ruinarono molte case, e presso al Ponte di Reno, verso Anzola, trasportarono in aria per lungo: tratto una piccola fanciulla, che morta giù cadde miseramente.
Intanto Alberto Marchese di Ferrara ^ desiderando illustrare la (Città propria con un Archiginnasio e con valenti, professori, chiamò a &è il più celebre giureconsulto . di quel tempq ; cioè il nostro Bartolommeo Saliceti, che morti essendo Bartolq
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