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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   5óa ANNALI
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   ritornarsene alle loro patrie. Come una tal risoluzione degli Oratori fu saputa per la Città di Genova, molti di quei nobili avvertirono il Doge che egli non procedeva come arbitro ma come parte ; mostrando inclinar meglio a favore del Conte di Virtù che degli altri ; la qual cosa tornava a sua grandissima vergogna. Si risenti il Doge a questi sinceri avvisi, e ritornato alla pratica del negozio, gli Ambasciatori ottennero la scrittura di , propria mano del Doge come desideravano (20 Gennaio).; e fatto questo si prese di buon proposito a trattare la pace. Ma gli Ambasciatori del Visconti, forse male indettati dal loro Signore, presero a dimandare strane condizioni ; il perchè quelli di lega die-dersi a fare altrettanto. E il gran maestro di Rodi aveva promesso di non dar parere senza che vi assentissero gli Ambasciatori della lega ; ma non osservò sua parola; ed accordatosi cogli altri arbitri, tutti inchinevoli pel Visconti, sentenziò molte cose cbe poco soddisfecero alla lega. E furon queste le condizioni : „ Che Francesco Carrara possedesse liberamente la Città di Padova con tutte le Castella da lui conquistate, a patto però che pagar dovesse cinquanta mila fiorini al Conte di Virtù, a dieci mila per anno; rjsetbando il Conte per sè Bassano, Asola , e Cividale, con tutto quello che possedeva nella .Marca di Trevigi: che Correggio gli fosse reati tuito, e che esso Conte non potesse introdursi in Lombardia oltre il fiume Secchia ; nè al di là si dilatassero i Bolognesi e i Fiorentini: che il Visconti. non si distendesse al di là del fiume Freddo, nè per l'altra parte lo valicassero i Fiorentini: finalmente ohe ai fuorusciti di Siena e di Padova rimessi fossero i loro beni, i quali però non potrebbero ricuperare senza il permesso de' signori loro. „ Questi Capitoli furono in Bologna pubblicati (29 Febbraio) senza segno d'allegrezza, perchè non recarono grandi vantaggi alla nostra Città.
   Ora il Senato di Bologna fece bandire cbe niun cittadino o soldato ardisse fare scorrerie, o predare,
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