bolognesi
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• debba celebrare continuamente in quell* altare e non altrove. Cbe per onore di detta Cappella ogni anno nel giorno di san Giorgio si celebri una festa solenne nella Cappella medesima , dove gli Anziani, i Collegi, gli Uffisiali, le Società , e gli stipendiati del Comune siano obbligati intervenire. Finalmente venne disposto cbe morendo alcuni degli ufficiali di Balia, fossero seppelliti a spese del Comune oon tutte le onorificenze usate a Giacomo Bianchetti, ed a Giordino de* Cospi. „
Ritrovandosi il Carrara in aiuto de' Bolognesi, danneggiava con qnesti il territorio di Ferrara ; il perchè il Marchese, che da'suoi alleati non era più sostenuto (e spezialmente dal Visconti) mandò Ambasciatori al Carrara, dolendosi che sì malamente e contra ogni ragione gli fosse tanto avverso. A cui il Padovano rispose cbe ben poteva conoscere, se il voleva, la cagione che lo sforzava alle armi contro di lui, perchè avendo egli sfidato a battaglia i Bolognesi confederati suoi, ne veniva di conseguenza che lui pure avesse sfidato. Che se poi vo» lesse correggere il fallo, deponesse le armi, come fa l'amico in faccia dell'amico. E con questa risposta rimandò gli Oratori dell' Estense. — Addi-mandò dunque l'Estense al Carrara ed ai Bolognesi tregua per diciannove giorni, per risolversi di quanto doveva fare; e l'ebbe ansi di venticinque; dopo di che si sperava che si venisse a perfetta pace. E infatti vi si venne; e n'ebbe molta gioia anche il confederato Astone Manfredi, il quale avvisò che legandosi, l'Estense ai Felsinei, s indeboliva assai il Visconti ohe perdeva un alleato ; e le Città di qua dal Po venivano a stato più forte e di maggior sicurezza.—La pace adunque fu conohiusa in Ferrara nel palazzo del Marchese Alberto da Este, essendo procuratore degli alleati i seguenti uomini ragguardevoli : Filippo de' Roberti Ferrarese per 1' Estense, Francesco Lapi pe' Fiorentini, Giovanni di Lodovico Monterenzoli pei Bolognesi, Michele di Antonio Rabatta per Francesco Carrara il giovine,
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