BOLOGNESI
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qualcuno di essi era voglioso di opporsi a questo suo disegno, con l'arme in mano in campo aperto si lasciasse vedere. Avuto il Capitano Inglese la superba risposta, mandò lo stesso trombetta ad in* timar la giornata. E Giacomo , con folle divisa-mento distenne l'araldo , e scorse a notte con infinita strage il restante delle contrade limitrofe , abbruciando edifizi e tagliando alberi e viti. Poi , fatto giorno , rimandò all'Hauhewod il messaggio, indi levandosi di colà, passò a Confortino. Ma il Capitano assoldato dai bolognesi , lo inseguì, lo raggiunse, e lo costrinse a venir seco alle armi. La zuffa per ambe le parti fu sanguinosa ; e per due ore andò senza vantaggio nè per l'uno nè per 1' altro: ma da ultimo il Barbiano assalì per fianco l'inimico, e lo pose in fìiga, e fece prigione il Capitano Facino Cane con più di dugento de'suoi. E gli avanzi delle genti guidate dal ribaldo del Verme , avvilite per la sconfitta , ripararono tremanti a Modena, a Reggio, a Parma, e forse in terre più lontane di Lombardia.
Ora i Bolognesi furono col valido esercito a Monte Ombraro, nella Diocesi di Modena, il qual Castello obbediva ad Alberto Marchese da Este ; e fattavi strage ne sottoposero gli abitatori al proprio dominio. Ma imperocché le milizie avevano ricevuto ordine dal Senato di non saccheggiare quel paese, e
10 feceto ; così il Senato stesso, o fosse per compassione , o per mantenere quelle genti in fede al Comune nostro , concedette loro che venendo ad abitare In Bologna godessero le immunità per dieci anni, che gli Statuti concedevano, da tutte le gravezze, dai dazi e dalle gabelle. E perchè molti cittadini di Bologna abitavano in terre di nemici , mentre godevano in patria le proprie entrate; così
11 Senato fece bandire che costoro tutti dovessero quanto prima far ritorno alla patria, sotto pena di venire sbanditi, e di vedersi confiscati tutti i beni. 11 che fatto, il Consiglio Generale mandò Giovanni de'Monte Benzoli Ambasciatore ai Veneziani , e di
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