BOLOGNESI
,537
che portavano la vettovàglia al campo; ma con iscorno e vergogna venne addietro ributtato.
Salvata così la vittovaglia , l'esercito Bolognese passò a Bazzano, dov' eran presidi del Marchese di Ferrara , e 1' assediarono per dodici dì ; nel qual tempo ogni cosa all' intorno fu posta a ferro ed à fuoco: ciò stesso fecero a Nonantola ed a Piumaz-zo, mettendo ogni cosa a rovina, per far onta all'Estense.—-E in questo medesimo tempo due Massari delle Arti con cinquanta lance e dogento fanti, e colle genti di Cento e di sant'Agata, andando nel Ferrarese -, ebbero a forza Visdomini e la Torre Pontenara, e la Bastia di Visdomini, la quale abbruciarono, mentre invece conservandola, avrebbero mantenuto un punto forte importante, onde imporre soggezione al Marchese di Ferrara. Fecero pertanto i soldati ricchissima preda di roba, di bestiami e di uomini, ed ogni cosa mandarono a Bologna.
In questo tempo nel Consiglio generale de'Seicento furono aggiunti ai quattro primi uffiziali del Monte della Pecunia, nuovamente eretto, altri quat-' tro officiali, colla stessa autorità e balia degli altri ; ingiungendo loro però che i detti uffiziali non si potessero intromettere nelle cose dell'Arte della Lana, nè ascrivere alcuno alla Bolognese cittadinanza.
Ma ritornando a Francesco Novello da Carrara, costui , per timore di perder la vita per fatto del Visconti, si fu ritirato colla sua famiglia a Fiorenza , sì perchè i Fiorentini ed i Bolognesi erano a quel tempo nemici del Visconte, sì anche perchè i Carrara avendo nelle guerre passate tra 1 Fiorentini ed i Pisani, prestato notevoli servigi ai primi, ne erano benemeriti , e tentavano col mezzo loro di rimettersi nell' antica signoria. E postosi Francesco in grazia della Repubblica di Vinegia, con 1' aiuto di quésta e di Stefano Duca di Baviera , ricuperò la Città di Padova con tutto il Contado: di .che avuta notizia i Bolognesi , fecero mólte
v^