Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (536/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (536/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   48$
   ANNALI
   successori, e di qualunque altra persona particolare, prima che si ponesse mano alla detta fabbrica , di consegnare ed interamente pagare per : mano dei Sindaci il denaro per la compra di essi luoghi. Ai quali sovrastanti sarebbe lecito, dopo l'accordo fatto, di dar principio al detto tempio, con quelle dimensioni tutte che fossero dichiarate le più atte, purché la facciata della Basilica guardasse alla pubblica Piazza.—I quattro sovrastanti a detta fabbrica furono : Mastro Cambio di Bartoluccio tintore , per la Tribù di san Procolo ; Pietro di Ser Jacopo Buonzanini della Tribù di Porta Stjlera ; Francesco dei Garisendi, mercante, della Tribù di Porta san Pietro, e Giovanni di Cipriano della Tribù di Porta Kavegnana.
   Questa divozione verso* il santo Vescovo Petronio; questa brama di mantener la repubblica (dice il Ghirardacci) furono i moventi della Grande Basilica a san Petronio dedicata. — Invece il Falconi pretende che venisse decretata -quia fabbrica sì ragguardevole per solennizzare e perpetuare la memoria del tempo in che le ossa de' Santi Procoli, e di altri Santi furono in Bologna rinvenute. E intorno a questo argomento usa le riflessioni, che qui riportiamo: Solennizzata la festa di quei Santi con onorate cerimonie, 6Ì risvegliò divotissimo pensiero nel Senato, per lo quale negl'eccessivo della magnanimità trapassò le glorie de' maggiori ; e Bologna non vide giammai da'suoi primi anni la più
   Gloriosa impresa. Restava san Petronio Vescovo e rotettore della Città senza.il dove adorar si potesse la santità sua con quella magnificenza che richiedevano i benefizi che iin> sua vita ricevè da lui Bologna, e ohe dopo morte a pubblica salute provava: quindi fu risoli}tg d' ergergli un tempio* Per agevolare il loro spirituale sentimento, e non isminuire le pubbliche entrate, o le private de'eitv tadini, pensarono che già per Ir strage delle guerre passate gran parte de' cittadini s' erano ritirati a diversi luoghi e terre del Contado , dai quali per
   v^