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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   corona d'oro, ed un legame di catenelle d'argento, ed era sparto di cento cigli d'oro in campo azzurro. E questo fu il vessillo ohe dicesi usasse pel primo tra' Francesi il Re Clodoveo figliuolo di Chidelberto. — Un tale stendardo fu presentato al Senato nostro da Pietro de' Biacchi, che narrano n' avesse dal Senato di Bologna, in segno di gratitudine, l'investitura del Castello di Piano per sè e pe' suoi discendenti in perpetuo.—Fu questo dono gratissimo al popolo di Bologna ed al Senato, che usava spiegarlo e farne mostra pubblicamente nell' entrata dei nuovi Anziani e de' Gonfalonieri del popolo, e nelle feste principali, ed in alcune straordinarie circostanze. Si poneva allora alla Ringhiera del Palazzo degli Anziani ; e quando si portava per Bologna, teneva luogo di mezzo fra lo stendardo col leone e la croce di Bologna , e lo stendardo della Libertà. Un tale Orifiamma non è ben certo se fosse rapito, o consunto, o incendiato non molto dopo che l'ebbero in dono i Bolognesi: solo si sa che venne dipinto sul Camino della Sala degli Anziani , dove si conservò fino al 14S1, con sotto questa leggenda:
   VexILLUN aua1um FLAMMàE donatum BONOMISNSI pofulo PKK 1llustriss1mum Recem Carolum Anno Dosimi MCCCLXXXVIUI.
   E nella circostanza di un tale dono furono inquartati nello Stemma di Bologna i Gigli col rastrello rosso: e molti de* nobili e del popolo gì'introdussero allora nelle proprie armi, com'è puran-che oggidì.
   Pertanto la pestilenza e la carestia affliggevano di molto il Contado Bolognese; il perchè il Senato , vedendo che oggimai più. non v'era chi coltivasse le possessioni, sicché i terreni restavano incolti e convertivansi in brachiere ed in lande selvagge ,
   v^