BOLOGNESI 491
a favore di Rodolfo Vescovo d'Imola : come poi (1254) pare che sia questo medesimo Castello, al quale i Faentini concedettero 1' appoggio di parte del fiume Senio per fare la chiusa , da cui derivare l' acqua per un canale de'molini, dietro l'obbligazione di que* castellani di pagare un annuale assegnamento al Comune di Faenza per tale concessione. E del i3aó gli uomini del Reggimento di Bologna mandarono trecento cavalieri in aiuto dei Faentini contra gl'Imolesi a Casalecchio di Rimiual-do, eh'è tra Imola e Faenza, dov'erano i figliuoli di Guido Rau, che tenevano alla parte Ghibellina; ed ivi fecero un Castello, che forse è lo stesso di Castel Bolognese. Poi del i356 il Cardinale Egidio Albornozzo , Legato Pontificio in Italia per ritornare alla Chiesa diverse Città occupate da Signorotti , tenendo sotto assedio Faenza , affinchè non venisse soccorsa dai Visconti Milanesi dal lato di Lombardia, occupò il ponte e passò a san Procolo, e fabbricovvi un vicino Forte, alla cui guardia pose buona mano di soldati. E questo pare un Forte a Castel Bolognese.—Quinci del 1376 nell'Aprile, come dagli Atti dell'Archivio pubblico di Bologna e di Castel Fiuminese, apparisce che gli Anziani e i Consoli, nonché il popolo di Bologna fermarono patti e convenzioni in circostanza che le terre c le Comunità d'Imola si sottomisero al reggimento Felsineo.—E gli Anziani stessi, dopo due anni, ottennero per grazia del Pontefice Urbano VI. il governo o vicariato del territorio Imo-lese , dove sembra fosse ancora il Castello in discorso ; ciò che consta da disposizione del Vescovo Cardinale Caraffa, detto il Cardinal di Bologna. E del i38o dal Marchese di Ferrara Nicolò II. da Este, ch'era anche possessore di Faenza e che aspirava a dominarne il Contado , si tentò d' opporre vigorosamente alla concessione ottenuta dai nostri, inviando Sandro Campo al Monte o Campalmonte a scorrere e depredare tutto il paese d'Imola ; per cui accorsero i Bolognesi, al riparo di tanta rovina Annal. Boi. T.III. 65
v^