Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (508/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (508/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   , pjum* LI
   gli Oratori delRe 4i Frappi*, cb* ti nwriao « Roma e fmono da tutta la. Città onoratamente incontrati « e cortesemente apatiti, e premontati eoa ficchi doni. E ciò fecero ii bolognesi per dfcn**trasa come tenessero in osseryanta l'antica amicizia eh* fu tra i Mqnarchi Francesi ed il popolo nostro. , Ora, Nicolò Marchese da Este entrò pur egli in sospetto verso il Conte di Virtù per lo sterminio da Ini fatto di qpei della Scala : e mentre disegnava provvedere al proprio pericolo, fa mietuto da motte (a6 Marzo). XWUa qual cosa ebbero verace dolore i Bolognesi, perchè fu egli principe dotto, valoroso, virtuosissimo. E per dar segno esteriore dell'affetto sincero che nudriv^no per luì, mandarono assistenti alle sue solenni esequie, Francesco Ramponi Dottor di Logge, e Nanne Govadini ; le quali furono celebrate con grande magnificenza, e con generale. compianto. E, tanto più se ne deisti»» » spdditi Estensi, perchè alla signoria di Ferrara « degli altri luoghi soggetti sottantrò Alberto qnioto, fratello di Nicolò» il qnale Alberto fu troppe di»* sbafile dall'estinta* perchè i popoli sudditi nonr avessero a farne lamentarae. E diffatto gli starici Ferraresi narrano che costui, crudele ed iaawisi senza misura, fece decapitare Obizzo suo nipote» e* la zpadre del giovine ad un tempo; feoe appendane per la gola il fratel proprio Giovanni, ed ardere* la Marchesana già moglie di Nicolò ; e fìnaltnenfce dannò a morte anche un cugino, asserendo che tutti costoro rivelavano al nuovo Signore di Pad©-va ogni suo segreto, per togliere a lui la donain*-zione. In una parola Alberto quinto era uno di quegli uomini che non avendo saputo acquistassi dignità per oneste o valorose gesta , ma avendola conseguita per sola fortuna, non. hanno virtù di. conservarla coloratamente , perchè oea virtù non l' ottennero : laonde ricorrono alla prepotenza, all' oppressione, alle violenze per sostenersi in-quel-1' eminenza di seggio cui salirono indegnamente. Oh miserabili , ai quali mai non furon note, in i
   G00gle