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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   5p6 ; ANNALI,!
   qualsivoglia motivo scusarsi ; ma. debbano accettar* la detta elezione, sotto pena di trecento, hologniqi d' oro; e che mentre d^iri^ l'ufficio ,dei medesimi non possano accettarcene venir forzati,ad altrq uf*-ficio veruno. ,, ., , . •
   Durava l' ufficio loro nove mesi ,.nei quali si ebbero esempi di molto amore cittadino* -. E nel territorio di,Bologna (8 Aprile) cadde un* lieve gr^gnuola» ma ; si gelpta, e 4f tale malignità chfc fece dis^care le vigne., ebe assiderò e spense jeb.iade, cjie gli alberi in nu^ta parte mortificò» PeT la qualcosa tutte le produzioni campestri sa-* liro^o a carissimo prezzo. Infatti il vino più raalf sano fu, yenduto a quaranta soldi la corba, il mi*» gliore fino a tre lire. Il frumento valse ancora di più. P^ne, carne., formaggio, uova , tutto cost^va moltissimo ; laonde molti poverelli patjron di fame straziante, e di sete divoratrice» Questa carestia., p^iUnp peate, non lieve fu inol tee per tutta Ita magna e^pc^ l'intera Lombardia; ma non crudele come ipJBologna e nel Contado. ,
   l^i questo medesimo tempo, avendo il Visconti ed pi Qnrrara, licenziate parecchie loro milizie, il primo «}i icostoro ip breve le richiamò.;, e non solo le proprie^ ma quelle pure assoldò che stettero già col padovano. Il perchè questi, venuta in sospetto pejf le ^eve, di G^an Galeazzo ,, e; temendo non lesse usar^lj soperchieria , scrisse al Conte suo figliuolo .ijpe, ritornasse.a lui colle genti,, che seco, aveva ; il quale^ pei; ubbidire, al genitore si recò ^ Pa^ovaL jyiftjU Visconte .allora flap .adunava gentfc per opprudere ^Carrara* chè anzi essendo ; guerra ira questi ed Antonio Scaligero da Verona , Gian. Galeazzo , favori il primo ed oppressa. il secando, cacciandolo dallo s^ato, ed. aggiuguendo alla, pro^ pria signoria Verona e< Vjcpi^za. ilf „u>{
   Ma , come dicevamo fin da principio; che ci ftone-occasione dj favellar del Visconti, non avere costui nessun principio di virtù fuorché n$l    v^