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di Bologna. Convennero che Bertrando Alidosi d'Imola, Giovanni de'Manfredi, i Conti di Barbiano, e Francesco dei predetti Manfredi s'intendessero inchiusi nel trattato di pace , con quanto possedessero , senza venir molestati nč da Astorre , nč dal Comune di Faenza: mentre pel contrario Bertrando, Giovanni, Francesco ed i Conti da Barbiano possano deprimere Astorre , salvo le ragioni ed azioni a ciascuno competenti. E le cose contenute in questo Capitolo abbiano luogo dove siano ratificate in termine di un mese dai sunnotati Bertrando, Giovanni , Francesco e Conti da Barbiano , altrimenti noi} s'intendano essi compresi nella detta pace: ed jn tal caso a niuno di essi dia aiuto o favore il Comune di Bologna, contra il detto Astorre, od il Comune di Faenza. Che Francesco de'Manfredi non debba andare sopra il territorio del detto Astorre , altrimenti Francesco non s'intenda nominato in essa pace. Che Astorre ed il Comune di Faenza non pos-san ricevere nč permettere che venga in Faenza, nč in verun luogo dove si estenda il lor dominio, jiessuno de'Pepoli, o de' lor famigliari, o dei loro JDtfunzi , nč pubblicamente nč occultamente, salvo il caso che alcuno de' Pepoli fosse col detto Conte di Virtų , o da lui mandato Oratore ai Manfredi ed al Coinune di Faenza. Che lo stesso patto osservino i Manfredi ed il Comune di Faenza in riguardo al .Conte Lucio ed a ciascuno de' suoi aderenti : anzi che in termine di quindici giorni dal presente trattato il detto Astorre dia licenza al prefato Conte ed a sue genti, affinchč partano , senza offendere di veruna guisa nč uomini nč terre del Bolognese. Parimenti che il Conte Lucio non possa aumentar sua milizia oltre quella ohe č di presente. Convennero ancora che il sale ed ogni biada si.potessero condurre liberamente a Bologna, passando pel Faentino , senza pagare niuna gabella e nessun pedaggio: tranne il grano, a cui si vorrebbe un permesso speciale di Astorre. Che tutti i banditi di Faenza e di Bologna siano cancellati dai