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i ASSALTA
e ritornando verso il fiume, dirìgendosi al predetto Rivo di dove essa Bastìa o Fortezza debbe ricever le acque per le fòsse, sono pertiche cinquantanove. E dal termine di queste si seguita il Rivo suddetto sino al fiume. Ora tutto il terreno inchiuso fra i limiti qui descritti deve spettare al Comune di Bologna. E in essa Bastia e nel terreno predetto non potrà venir molestato nè impedito il Comune di Bologna , i suoi ufficiali e le lor genti da A9torre Manfredi, nè dal Comune di Faenza o da sue genti : anzi possa il detto Comune di Bologna tener genti d'arme nella detta Bastia a suo beneplacito, ed ivi mandar uòmini a cavallo ed a piedi. E alla detta fortezza e luogo, pel ponte, e sopra il ponte sunnominato il Comune di Bologna abbia libero e spedito passaggio tiell' andare e ritornare con sue genti a piedi ed a cavallo, e con le armi e senza, e con le carra caricate e non caricatee colle vettovaglie e munizioni di ogni qualità , che al Comune di Bologna ed agli Anziani piacerà meglio dì ordinare: di maniera però che le genti o alcnno di detta fortezza non debba molestare o far violenza nelle robe e nelle persone sul territorio faentino. E gli uomini della Città e del Distretto di Faenza, ed ogni altra persona , che venga, ritorni , o vada a Faenza o ad altri luoghi del suo territorio, abbiano libero passaggio colle persone e le robe loro pel ponte di san Procoloì, e per la strada nuova dagli Ambasciatol i limitata , confinata, e terminata ; nè siano impediti a modo veruno da qitelli della Bastìa, nè dal Comune di Bologna o da altri che entrassero in detto terreno : ma liberamente si lascino passare tutti , siccome sino al presente si è fatto e si fa , per essere la detta Bastìa occupata , e per essere il passo impedito. Stabilirono ancora che la possessione della Ròcca di Monte Maggiore, tenuta di presente da Astorre, e dibattuta in litigio coi Bolognesi, fosse rimessa nella deliberazione che piacesse al Conte di Virtù ; e frattanto le Ville adiacenti restassero nelle mani del Comune