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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   che in nome de'Bolognesi vi stava custode, né misero in posse—ione eli avversari», senta però offendere le persone del luogo. H ohe udito dai Bolognesi , che volevano almeno ftr salva una vicina Bastia, vi mandarono Guido da Sarno'ed And reo-lino Trotti Capitani, coi soldati dèi Comune di Bologna, ed Egano Lamberti» eolla cavalleria ; i quali soccorsero e fornirono la detta Bastia d'ogni cosa necessaria per difendersi. Poi, per essere ì tempi piovosi e cattivi, ritirarono i soldati a So-larolo e in altro Castella circostanti, aspettando propizia stagione per uscirne. E questa giunta , ii Senato mandò tosto il Conte Lnoio Tedesca eoa dngentosessanta lanoe fra sue ed faglerà, il qual» si accampò presso Btarbiaho e lo strinse d'assedio* A lui si unirono Guido Sarno e Andreolitìo Trotti coi 'loro soldati, e si posero dall'altra parte «6-torno al Castello, perchè Egano Lambertino, comandante Supremo, intendeva assaltarla ego' intorno con generale sfòrzo di genti. Ma intanto quei di dentro, temendo assai ( e fra essi Giovanni dli Barbiano ) offersero tremila ducati d'oro al Conte Lucio, se levasse l'assedio, e lasciasse quieti i detti Conti di Barbiano: ed egli accettò la somma, o nulla fece quando fu d'uopo di sue milizie per un assalto generale.'Egano scoperse 1'«degniamone , e ne fece avvertito il Senato di Bologna, il quale richiamò alla Città l'infido Tedesco; ma'costui non voi lo ubbidire. Il perchè invitato più voi* ma indarno, gK fu detto alla fine, «he Bòlo* gtta non ateH più d'uopo hè di lui nè di suo milizie, « che m conseguenza K licenziava tutti quau^ ti. Ciò udendo i soldati del Conte, passarono spontaneamente, in ¦ nnmerO di quattrocento cantili e di faille pedoni circa, allo stipendio di Egano Lém-bertlifai, cui si Intono con giuramento di fedele obbedienza. Per la1 qual cosa, vedendosi L«ck> ab* bullonato, partì di notte nascostamente'da Bar* biano, colle pócfae reliquie che gli erano rimaste; Ed il Senato di Bologna, fece dipingete nel palano
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