BOLOGNESI
vollero resistere, caddero prigioni de'nemici. Questa rotta fu attribuita comunemente alla poca speri enza del Gonfaloniere Ramberto, il quale non volle ascoltare i consigli dè' migliori Capitani, e specialmente ,di quel Filippo da Empoli, che vi spese la vita. I fuggitivi bolognesi stettero a rifugio per alcun ìtempo in Castel san Pietro; ma finalmente, con fronte bassa, e colla vergogna scolpita in viso, ritornarono alla patria , mostri a dito dal popolo, e vilipesi dall'universale.
Il Sanato di Bologna pertanto, col mezzo di Giacomo Bianchetti, uomo di molte cognizioni fece ristorare le mura e le abitazioni del Castello di Medicina, il quale nelle guerre passate aveva di molto sofferto , oltreché per la sua antichità tro-vavasi in istato di quasi piena rovina.—Quasi nello stesso tempo {6 Maggio) Gian Galeazzo Visconti, Conte di Virtù , fece prigione quello zio Bernabò, che tanto aveva angustiate le genti di Bologna; il quale , chiuso nel Castello di Trezzo , ivi chiuse i suoi, giorni:)in età di sessantasei anni , pentito e confesso delie tante scelleratezze che commesse aveva jn istato di buona ventura. Al successore Gian pal^az^o mandarono i Fiorentini ed i Bolognesi degli Ambasciatori , i quali oon esso lui conchiusero tregua con queste condizioni: Che a spese comuni per ,Qgni tempo si dovessero tenere assoldati» duranti cinque anni, rnilje e dugento lance con tre cavalli per lancia, e che gli uni gli altri fossero in, obbligo di porgersi aiuto: che gli amici di una p^te fossero , amici dell'altra, e nemici ai nemicai rrn-JS la detta tregua in Bologna con assai contento di tutta la Città fu pubblicata.
Possedevano i Bolognesi in questo tempo il Castello di Barbiano , luogo forte e notevole non molto lungi da Selarolo, il quale di nottetempo fu da jQiovanni e da Rinaldo da Barbiano occupato, avendo Rinaldo, con sei compagni, corrispondenza con alcuni di dentro, che gl'introdussero, e clic strappando le chiavi a Giacomo Boccadiferro,
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