Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (484/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (484/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   484
   ANNALI
   de' Righetti con lire cento ; come pure Francesco Aristoteli , Giovanni da Moglio, Francesco dalla Coltre e Pietro da Varignana. Cristoforo degli Onesti n'ebbe trecento; Pietro da Tossignano dugento: finalmente Baldisserra de'Conforti ebbe fiorini cinquanta, e Tommaso degli Arienti cinquanta lire.—-Alla lettura della Filosofia Naturale stavano : Enrico da Milano con lire cinquanta, Giacomo da Forlì con altrettante , e Guglielmo Argeli con venticinque. — Alla lettura della Logica : Marco da Code-renzo ed Andrea da Genova coli' onorario di lire cinquanta. — Alla Rettorica Giacomo da Castagnolo stipendiato con cinquanta lire. — Alla Notarla: Stefano de' Notari e Jacopo de' Fabbri con lire settanta.— Alla Grammatica: Bartolommeo da Regno, Giacomo Castagnoli, Pietro da Forlì e Giacomo da Farnese, nel Patrimonio di san Pietro , ciascun di loro con lire cinquanta.—Onde si vede che a quei tempi 1' Archiginnasio famoso di Bologna era ben ricco di valenti professori in ogni facoltà, e che tutto vi s'insegnava ( meno 1' aritmetica , la calligrafia e la lingua italiana che insegnavano i maestri particolari ) dalla Grammatica latina fino alla
   Siù alta Giurisprudenza Canonica. Pure, chi '1 creerebbe ? con sì gran numero di Dottori famosi , il Consiglio de' Seicento, ad istanza degli scolari, chiamò alla patria Galvano di Bittino Bolognese , che allora leggeva in Padova con grandissimo concorso di discepoli, perchè venisse a Bologna : il quale ebbe la lettura ordinaria del Decreto col salario di dugento fiorini d' oro 1' anno ; e perchè si trovava avere due figliuoli che studiavano , il Senato diede a questi per tre anni cento fiorini d'oro , e morendo l'uno in quel lasso di tempo, tutta la somma passerebbe al superstite. Così mostravano i Bolognesi quanto avessero in amore lo Studio e la dottrina della patria, e come stipendiassero i loro cattedranti, non in ragione del grado, ma sib-bene della celebrità e del sapere.
   E fra le cose notevoli dell'anno, vi sono queste.
   CjOOQle