BOLOGNESI
40S
gli uomini o la terra delia Pieve, sicché in avvenire pretendessero ragione sulla medesima, possano essi uomini difendersi con ogni loro potere: che il
Vicario eletto a reggerli non abbia piena autorità civile e criminale, se non nel loro territorio e Distretto : che il detto Vicario abbia stipendio dal Comune di Bologna, computando in quello stipendio anche il denaro delle condanne: che il lor Castello abbia, per quanto può, gli stessi Statuti di Bologna : che le Scritture dei loro Notai abbiano sempre valore : e che il Senato si degni di osservare e mantenere agli uomini del Castello tutte le suddette cose, siccome ha promesso. — Inoltre nel Dicembre supplicarono che il Senato facesse loro grazia di libero trasporto di mercanzie dalla Pieve a Bologna , e viceversa. Alle quali cose acconsentì il Senato, con patto però, che nell' anno presente non si pregiudicasse ai dazi venduti, tenendone ragione coi dazieri; cercando nel venturo anno di far considerare la Pieve per cosa Felsinea. Ed ottennero ancora di avere il sale a metà prezzo di quello che i Bolognesi con severo patto però che nou potessero rivenderne menomamente ai sudditi assoluti di Bologna. E fu loro conceduto finalmente che se alcuno del Castello fosse citato al foro di Bologna , venisse ascoltato in un'aula come i cittadini, o non sopra le scale a guisa di straniero.
Provvidenze pubbliche dell'anno, oltre queste, furono : ordinazioni esatte , e soccorsi a tutti gli Spedali sì di pellegrini che d'infermi; l'aprimelito della. Porta della MascarelLa, cui contribuirono gli abitatori di questa strada, una elemosina ai poveri di quattrocento corbe di farina, ed una rivista generale dello Statuto; avvenimenti notevoli:, poi la creazione di Tommaso Angelelli in cavaliere aurato; la morte di Ugolino Balduini in Padova, il quale fu portato a Bologna , e seppellito con pompa funebre nella Chiesa de' Minori ; e inoltre il matrimonio di Giovanni d' Antonio di Bertuccio Benti-voglio con Elisabetta di Cino da Castel san Pietro ;
Annah Boi. T. III.
60