470 ! ANN AI«I •
sè stesso ed il Castello ai Bolognesi ; e tosto mandò un messaggio ^ .obe fece la proposta. Alberto Gal-luzzi ebbe abboccamento coli'inviato, e Tenne stabilito : che i banditi Bolognesi, i quali trovavansi in Solaròlo, fossero lasciati liberi senza offesa; che Solarolo venisse consegnato nelle mani del Senato di Bologpa j pagando i Bolognesi in oourpenso tre mila fiorini d'oro ; che per due anni dessero a Francesco sessanta fiorini d' oro me n su ali , ed onorata abitazione in Bologna. — Data adunque la possessione del Castello ad Alberto Gal luzzi, passò questi dal ;ponte di san Procolo, dov'ebbe luogo 1 abboccamento., al Castello, acquistato: ed ivi Alberto inalberò lo stendardo de'Bolognesi, fortificalo di ogni cosa necessaria, e insiem con Francesco venne poscia a Bologna, dove i Capitoli della dedizione furono nel Senato ratificati, ed a Francesco venne dato il denaro cQmp per pubblica scrittura del Notaio Ducciolo Piantavigne. Astorgio intanto, che nu)la sapeva di una tal dedizione, giunto a Solatolo pet Assediarlo; vedendovi Io Stendardo dei Bo-lognesichiese ragione del fatto; e poiché lo seppe , ritornossi a Faenza, e tacque da ogni ostile pensiero. — Cosi per discordie fraterne Bruscolo e Solarolo vennero in bolognese potestà.
Era in questo tempo nata controversia fra Nicola Marchese Estense ed i Bolognesi a motivo di un tal Sandro' da Cam p alii>o il te capo fazéosoy attinente al Marchese! : ed essendo venctte le Ase parti ad abboccamento per accomodar», i procuratori particolari di entrambe stabilirono ohe venissero rimessi tutti gli odi, gl? insulti, gli omicidi, ed ogni alti» misfatto sino allora commesso, a patto però che i Bolognesi cancellassero» tutti i processi , i bandi, e le condanne » la sentenze fatte in Bologna e nel Distretto, non che nel Contado d' Imola, dal Se-4 nato e dal popolo Bolognese o da' suoi ufficiali * contro il predetto Sandro e.suoi seguaci: che il detto Sandro e < suoi seguacifWttro in Kbertà di andare, state, conversare, « mercatóre liberamente
v^