BOLOGNESI 463
nostri, n'ebbe molta meraviglia, e fu costretto li-> cenziare i soldati che aveva coiti sè. I quali soldati ( poiché Fiorenza era amica
Aveva il Marchese di Ferrara sjno a quetfo tem-> po celato nell' animo il molto sdegno- che provava per la donazione d'Imola e del tuo Contado, fatta da Urbano Pontefice ai Bolognesi; ma in oggi manifestò tale sdegno:'perciocché un tale Sandro Ca-pomonte per istigazione di lui scorse con alcune bande di soldati e depredò tutto il paese d'Imola: ma i Bolognesi furon pronti a rintuzzarne 1% baldanza, ed a fortificare per ogni1 dove il paese ; laonde avvenne che Sandro si tìtirasse , e che il Marchese si steste contento della folle vendetta pressasi co} mezzo di luì.
Il Senato nostro in quest'anno (19 Luglio) fec^ battere il Bolognino d'oro, detto poscia thaibatos' nel quale da una parte era il Leone di Bbfopift colla leggenda Bononia Docet, e dall'altra san Pie* tra colle chiavi in mano, e collé parole S.' P&l trus ; mostrando ad un tempo che la Città di Bo* logna coniava una tale moneta, e che la /medesima; si stava sotto la protezione del Romano Pontefice;
Or mentre che il Senato batteva questa rrfoneta^ mentre acquistava Poggio Pisano, mentre fabbri* cava il Castello d'Argile, mentre studiava -ogfcfc mezzo per render felice, e forte e rispettata là pàp tria; ecco insorgere gli uomini'di Cento e1 tìellff Pieve, dicendo che solamente al Vescovo di fcclo^ gna e non ad altri erano Soggetti^ e* perciò a' lui solo intendevano d'ubbidire e non ad alt>ri, yofehé