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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI 48i
   il che intèso da Alberto, e dubitando quanto -era per avvenire, trattò coi Bolognesi di dar loro il detto Castello ; e stabilì con essi i seguenti capitoli, venendo commesso il negozio, pei Felsinei, ad Andrea de* Torninosi, uomo assai destre negli afiari, ed; al Pretore Montefalco. Ed-essendo il detto Alberto possessore del medesimo fastello,* e di Bs-ragaeza e di Pitigliana, e delle tene adiacenti , fece al Senato nostro le seguenti «domande. „ Primieramente dimandò al Comune di Bologna per la eua parte del Castello di Bruscolo, di Pitigliana e di Baragazza ( detratta la vigna della còsta: del Cartello , il Podere delle Conche, il Donegado,, la Fontana, il Prato del Poggio della corte) fiorini settemila d'oro di giusto peso. Ma i deputati'Felsinei conchiusero in tremila, da pagarsi in tre' iteri-mini, cioè mille dopo cinque giorni da ebe il détto Alberto effettivamente abiterà in Bologna, mille al Natale, ed altri mille alla Pasqua diìtisurrezibne», ohe seguirà. Addimandò provvisione per dieci anni a venire, cominciando alla sua diinora ih Bologna, per sè stesso, e pe'suoi eredi di fiorini cinquanta d'oro il mese. Si restò d'accordo in iìòrifi venticinque d'oro il mese, per .insino a dieci* anni, senza detrazione alcuna; nè sarebbe il detto Coste obbligato a tenero alcun cavallo, se non come a lui più piacesse. —'Domandò per Checco e Luchino da Fiorenza, e per Nanne detto Bragalasso, suoi compagni, quindici lance per istàrsi ài soldo del Comune di Bologna dieci anni. Restdron d' accordo in dieci lance per lo detto terminepurché! i predetti Checco e Nanne non fossero Spediti per la forma della lega fra il Come di Fiorenza e quello di Bologna: e quando i detti Checco e Nanne fosf sero impediti e proibiti, abbiano soltaìnto dugento fiorini d'oro. — Domandò che tutte le masserizie!, munizioni ed armi ch'egli aveva in Bruscolo fosr sero condotte alle spese del Comune di Bologna dentro la Città, e quelle che restassero nel Castello b'avessero a stimare, pagandogli il denaro che per
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